«La delibera sull’incarico a Coscia c’è, eccome»

«L’assessore Pompili ha annunciato che mi querelerà - ha detto ieri il vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Augello - perché continuo a ribadire che la giunta Marrazzo ha tentato con una delibera di offrire un compenso da 223mila euro l’anno per conferire all’assessore capitolino Maria Coscia l’incarico di responsabile dell’Ufficio rapporti istituzionali dello stesso Pompili». «Motivo della querela – ha proseguito Augello – sarebbe il fatto che Pompili si dichiara estraneo dalla genesi di questo provvedimento e addirittura ne nega l’esistenza. La stampa è già in possesso della delibera e del numero di provvedimento. Per dare una misura della sfrontatezza del nuovo governo regionale del Lazio, ritengo utile fornire tutti gli altri dati. Il provvedimento ha il numero di protocollo 9804, è stato proposto dall’assessorato retto dal collega Di Stefano, in particolare dall’area D1 b1 02 in data 9 giugno 2005, regolarmente sottoscritto dai competenti dirigenti dell’assessorato. Lo stesso provvedimento reca la dicitura “su proposta del vicepresidente della Regione Lazio”: ciò significa che l’assessorato ha agito sulla base della presa d’atto della nota n. 67912 del 31 maggio 2005 a firma dell’assessore Pompili con cui si individua la dottoressa Coscia come soggetto a cui conferire l’incarico». «Dunque – ha spiegato Augello – la delibera esiste, eccome, è stata redatta dall’assessorato al Personale, su segnalazione di Pompili, è stata regolarmente protocollata e trasmessa alla Giunta ed è perfino stata immessa nel sistema telematico regionale. L’unica ragione per cui non è stata approvata è, con tutta probabilità, l’impatto suscitato dalla denuncia presentata alla stampa di quanto stava accadendo. Si può sostenere, confidando nella credulità popolare che l’assessore Coscia fosse all’oscuro dei compensi che la delibera prevedeva; si può perfino ipotizzare che Pompili abbia cambiato idea dopo aver preso atto dell’enormità di quanto stava accadendo. Ma non si può dire né che la delibera non sia mai esistita, né che il provvedimento non abbia dei regolari estensori o che sia stato istruito nella più totale irresponsabilità del vicepresidente Pompili». «In questo comunicato – ha concluso Augello - ne forniamo le prove, così come siamo in possesso dei nomi degli estensori che hanno agito in via gerarchica, facendo solo quello che gli era stato richiesto da chi è al governo della Regione».