Deliberati ieri mattina nuovi incarichi per esperti esterni: chi dovrà aiutare gli extracomunitari a trovare lavoro guadagnerà 481 euro al giorno La Regione «assume» altri cinque consulenti

Attacchi da Rosso (Fi) e Plinio (An): «Sono soltanto sprechi»

(...) nell’arco di un anno scarso, cioè dovrà dedicare all’incarico ricevuto due mesi su undici, neppure un giorno ogni cinque. E siccome non ce la può fare a fare tutto da sola, altri 31.300 euro andranno a una seconda consulente che però nello stesso periodo dovrà sudare ben di più, cioè garantire almeno 210 giornate di lavoro. Sette mesi sempre ben retribuiti, per carità, ma comunque già più intensi di quelli della collega. A scovare la delibera fresca di approvazione sono stati due «censori» sempre attenti alle spese regionali, Gianni Plinio di An e Matteo Rosso di Forza Italia, che puntano il dito contro l’inutilità del nuovo doppio incarico. «Spendere tanti soldi pubblici per studiare come agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro degli extracomunitari (perché su questo puntano in ultima analisi), mi sembra davvero eccessivo - tuona Matteo Rosso -. Continua purtroppo a essere seguita la scelta di affidare incarichi esterni e molto costosi».
Questa volta, tra l’altro, la delibera regionale stessa ammette che il lavoro per il quale verranno spesi oltre 57mila euro potevano farlo tranquillamente alcuni dipendenti dell’ente. Anche perché sarebbe stato davvero grave riuscire a sostenere il contrario. «Pur esistendo all’interno del Dipartimento Sviluppo economico e politiche dell’Occuopazione le necessarie professionalità - si giustifica comunque la giunta -, le stesse sono impegnate a tempo pieno a svolgere altre attività». Gianni Plinio si concentra infatti sulla «specializzazione» dei due consulenti scelti per l’incarico. E non riesce a mandare giù il fatto che, lo conferma la stessa delibera contestata, la seconda «esperta» vanta un curriculum fatto di «lavoro presso gli sportelli migranti dell’Arci di Genova» o esperienze per «tre mesi l’anno come volontaria in Nicaragua» per un’organizzazione non governativa. «C’è poco da fare - incalza il capogruppo di An -. A chiacchere si dice di voler ridurre le spese inutili ma, nei fatti, si continua a fare l’esatto contrario».
E la sua battaglia Plinio la porta avanti sottolineando che sempre ieri sono stati affidati altri tre incarichi, che portano il totale degli euro spesi in mezza mattinata a oltre 116mila. Infatti se c’è una cosa che tutta la macchina organizzativa dell’intera Regione Liguria proprio non riesce a fare è ciò che invece una laureata in giurisprudenza risolve in 925 ore lavorative (ovviamente retribuite con 25mila euro). Di che si tratta? Dello «studio e dell’approfondimento delle tematiche inerenti le questioni giuridiche relative alle competenze regionali in materia di demanio marittimo, a supporto dell’attività dell’ufficio». Cosa che il consulente della Regione (che ha già «acquisito la necessaria professionalità nell’ambito di uno stage formativo della durata di un anno») farà in meno di sei mesi di lavoro. «Tutti incarichi non di stretta necessità - assicura Plinio -. Soprattutto quando si vivono momenti in cui sono necessari tagli di servizi essenziali per colpa di bilanci disastrati».
E per questo anche un’altra delibera finisce nel mirino. Questa volta si tratta di un «co.co.co», un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con un architetto. Solo che stavolta il «precario» assunto dalla Regione incassa poco meno di 30mila euro per garantire la sua «attività di supporto tecnico agli uffici regionali nell’attuazione del progetto di riuso del sedime ferroviario dismesso del ponente». Anche in questo caso, l’incarico richiederà un impegno di 200 giorni totali e servirà a «verificare l’attuazione delle previsioni del Prusst (programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile) sulle aree del sedime ferroviario dismesso». Capito? No? Ecco perché serve un esperto in materia. Decisamente più misterioso il risultato che dovrebbe portare il rinnovo del contributo di 5mila euro all’Univesrità di Pisa «nell’ambito dell’interreg III C Ovest progetto Promstap». Chi ne ha già sentito parlare garantisce che non c’è «prodotto», ma solo un contributo. Modesto, ma tutto serve a fare 116mila e passa euro spesi in due ore.