Delibere non urgenti in Consiglio I Ds: basta, intervenga il prefetto

L’opposizione: «Nessuno dei provvedimenti giustifica sedute straordinarie». Ieri è mancato il numero legale e il 22 si dovrebbe discutere la vendita di San Siro

Chiara Campo

L’Unione arriva alle minacce: «Basta sedute - tuona la consigliera Ds Marilena Adamo -, o andremo dal prefetto». Ma anche sui banchi della Cdl tira aria da ultimi giorni di scuola, e con tutti gli impegni per la campagna elettorale, a una ventina di giorni dal voto, le delibere del consiglio comunale non sono in cima all’agenda. Già durante le riunioni dei capigruppo nell’ultimo mese era emersa poca volontà di fissare altre sedute prima delle amministrative, ma il presidente del consiglio Vincenzo Guidice ha convocato ancora l’aula ieri e il 15 maggio, con l’incognita di una seduta straordinaria il 22, quando nei sogni di Albertini ci sarebbe l’approvazione della delibera sulla concessione dei diritti di superficie dello stadio di San Siro, a cui la giunta dovrebbe dare il via libera venerdì. Ma lo scenario di ieri rende l’ipotesi sempre più improbabile: sarà «affare» della prossima amministrazione. Ieri la seduta si è sciolta quasi subito per mancanza del numero legale. All’ordine del giorno, oltre al rendiconto di gestione 2005, c’erano 19 delibere su interventi di adozione in ambito urbanistico, a partire dal piano di lottizzazione delle aree di via Cosenz 54 - già bocciato lo scorso 12 aprile quando il consiglio era ancora in gestione ordinaria.
«Nessuno dei provvedimenti all’ordine del giorno ha il carattere di urgenza che giustifichi la convocazione di questo consiglio in via straordinaria - ha detto a inizio seduta Adamo -. Per questo non parteciperemo ai lavori di questo consiglio e diffido i colleghi dal procedere in seconda convocazione o ricorreremo al prefetto». Secondo la consiliera «a 20 giorni dalle elezioni e a consiglio scaduto le due sedute sono state convocate con procedura inusuale, mai accaduta prima, nessun provvedimento è improrogabile. La giunta cerca di recuperare i ritardi accumulati in 9 anni». Il capogruppo del Prc, Gianni Occhi, sottolinea che «non si tratta neanche di approvazioni, ma di adozioni di programmi integrati di intervento». Gli interventi sono stati messi ai voti come questione pregiudiziale, ma l’opposizione è uscita dall’aula e i 26 consilieri che hanno votato contro la richiesta del centrosinistra non bastavano a proseguire la seduta. Al nuovo appello sono usciti i consilieri di maggioranza (per proseguire il 15 in seconda convocazione), ed è caduto il numero legale. Assente «per motivi elettorali», il capogruppo di An Stefano Di Martino ammette di «aver detto a suo tempo che non era il caso di fare altri consigli straordinarie: si fanno solo per provvedimenti urgenti e improrogabili, non quelli che stiamo affrontando». Un’eventuale delibera su San Siro «andrebbe esaminata con tranquillità dal futuro consiglio, non in seconda convocazione e con poca serenità». Lo lascia intendere anche il capogruppo di Fi Manfredi Palmeri: «Il 15 si va avanti con questo ordine del giorno, non c’è tempo per affrontare serenamente altre questioni».