Il delirio catodico dei Democratici

Altro che opposizione ombra, questa è fiction. Come quella che Veltroni ha girato nei giorni di campagna elettorale quando raccontava un testa a testa che tutti sappiamo come è andato a finire. Ieri, chi aveva sotto gli occhi le agenzie, non poteva non restare stupito dal coro arrembante e gioioso del centrosinistra. Ovazioni, felicitazioni, dichiarazioni autocelebrative ripetute a nastro, scambio di lodi fra compagni di partito, invettive contro l’avversario battuto, umiliato, vinto. Chi vive fuori dal circoletto autoreferenziale di Palazzo si sarà sicuramente chiesto: ommamma, cosa mai sarà accaduto? Il Partito Democratico ha forse vinto le elezioni, magari in qualche piccolo comune dell’Appennino emiliano? O forse sta celebrando un’improvvisa svolta nei sondaggi di opinione che lo vedono recuperare consensi? Oppure ha fatto passare qualche emendamento «ombra» che allevi le condizioni delle classi che ambisce a rappresentare? Macché, festeggia la vittoria sul codicillo che gli uomini della sinistra hanno immaginificamente definito «salva-retequattro», ma che in realtà «salva-retequattro» non è. Tutt’al più un salva canaletti digitali.
Dopo mesi di «volemose bene», dunque, persino il Pd buonista veltroniano ha deciso di realizzare la propria prova di forza appiattendosi sui descamisados dipietristi con un’improvvisa trasformazione da dottor Jekyll a Mister Hyde, cercando di raccontare al Paese che le sorti della democrazia dipendono dal lancio di Emilio Fede sul satellite.
C’è, in questo tentativo di ricostruire il mito dell’opposizione ostruzionistica che fa la faccia cattiva e non disdegna le esercitazioni muscolari, qualcosa di vagamente comico. Perché, mentre il governo Berlusconi aumenta consensi, mette mano alle tasse, spiana l'Ici con il caterpillar (non un pezzetto, come Prodi o il Veltroni sindaco di Roma), il Pd si perde nel suo delirio catodico. Dal discorso della fiducia in poi, il programma del partito democratico è diventato un palinsesto, come se fosse la Rai a risolvere i problemi delle famiglie italiane, come se fosse per Retequattro che il Pd ha perso.
Peccato però che un elettore di sinistra su quattro approvi le prime mosse del governo e a Berlusconi concedano credito persino Adriano Celentano e Francesco De Gregori. Insomma, sono rimasti davvero soli con le loro bandierine logore, con i loro ritornelli, con i girotondi senza girotondini a ripetere stancamente un copione ingiallito. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che se non vogliono morire berlusconiani, devono rassegnarsi a cambiare canale. Gli unici a finire sul satellite per ora sono loro.
Salvatore Tramontano