Il delirio dello sguardo e le ossessioni del corpo

Sono oltre ottanta le opere di Jan Saudek, in bianco e nero, e poi colorate a mano, esposte al Pac da questo giovedì. Una vera e propria antologica dedicata all’artista ceco, regista, truccatore e talvolta scenografo, autodidatta indipendente e osteggiato dal regime comunista, che attraverso la fotografia riesce a liberare desideri, deliri ed emozioni indagando nelle sue inquadrature l’essere umano e le sue relazioni. Nato a Praga nel 1935, Jan Saudek coltiva il sogno di diventare fotografo sin dall’adolescenza quando, nel 1950, il padre gli regala una macchina fotografica, con cui ritrae per prima cosa il fratello gemello. Autodidatta, visceralmente indipendente, osteggiato dal regime comunista, per anni fotografa nella cantina di casa, vincendo le norme morali e le regole sociali in vigore, per seguire la sua passione. Ed è attraverso la fotografia che riesce a liberare i suoi deliri, le sue indignazioni: un grido della mente, del cuore, del sesso. Attraverso gli scatti in bianco e nero (che dal ’77 inizia a colorare a mano), i suoi nudi evidenziano con tecnica ruvida un erotismo grottesco e intrigante, sia nella forma che nel contenuto. Ossessionato dal passare del tempo e dall’invecchiamento, Saudek si mette a nudo fino a far sanguinare il suo intimo. Lucido, impulsivo, eccessivo, creatore underground a lungo condannato alla marginalità dalle autorità, politiche e non, Saudek è ormai riconosciuto non solamente come un protagonista emblematico della sfida ceca, ma un artista da annoverare a pieno titolo nella storia della fotografia.
Jan Saudek. L’universo in una camera
Pac, via Palestro 14
da giovedì fino al 27 aprile
tel. 02-76009085
www.comune.milano.it/pac