«In delitti simili il killer è il partner»

«Nella maggioranza degli omicidi di questo tipo, quando ad essere uccisa è una donna, dietro c’è la mano del partner». Il criminologo Francesco Bruno commenta così la notizia dell’avviso di garanzia consegnato dagli inquirenti ad Alberto Stasi, il fidanzato 24enne di Chiara Poggi, uccisa nel suo appartamento a Garlasco, in provincia di Pavia. «Certo, è bene essere prudenti e avere fiducia nel lavoro degli inquirenti. Ma il fidanzato per tradizione ha tutte le caratteristiche per essere il sospettato numero uno, ma i fatti di cronaca ci hanno insegnato che queste tragedie possono nascere dalle situazioni più diverse e inimmaginabili». «Sono tre - precisa il criminologo - i motivi che, anche in riferimento alla casistica degli omicidi passionali, potrebbero aver spinto l’omicida a compiere il gesto: la gelosia verso la donna e il non voler competere con nessun altro per averla; la dipendenza totale, tipico di personalità passive/aggressive, apparentemente molto buone e disponibili ma che non tollerano di essere abbandonate; l’odio verso la figura dominante all’interno della coppia e verso cui si accumula frustrazione».