Delitto di Arenzano: fermati un calabrese e un rumeno

Due persone, il marito dell’amante della vittima (un italiano di origini calabresi) e un cittadino rumeno, suo presunto complice, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria dai carabinieri perché indiziati di omicidio volontario di Luigi Damonte, il magazziniere della Coop di 46 anni, ucciso due giorni fa a bastonate ad Arenzano mentre si recava al lavoro. Fin dalle prime ore seguite alla tragica aggressione le indagini dei carabinieri della compagnia di Arenzano e del Reparto Operativo del comando provinciale di Genova avevano imboccato decisamente la pista passionale. Damonte, sposato e con un figlio ventenne studente universitario, aveva infatti una relazione con una collega di lavoro, un’albanese addetta alle pulizie del magazzino della Coop. Sembra che il marito della donna, un calabrese descritto come separato in casa, avesse già minacciato la vittima. I carabinieri sospettano che il marito abbia ingaggiato il rumeno per tendere un agguato al rivale all’uscita da casa e dargli una lezione. Il pestaggio, con un grosso ramo d’albero, trovato insanguinato vicino al corpo di Damonte, è però sfociato nell’omicidio. I due fermati sono già stati interrogati, alla presenza dei loro avvocati, dal sostituto procuratore della Repubblica Pier Carlo Di Gennaro.