Delitto Biagi, supersconto alla pentita

da Roma

I giudici hanno applicato il puro calcolo matematico: la pena, meno lo sconto per i collaboratori di giustizia. Il risultato è che Cinzia Banelli, la compagna «So» delle nuove Br che uccisero il Marco Biagi, dovrà scontare 10 anni cinque mesi e 10 giorni. Una riduzione di pena sostanziosa rispetto alla condanna di primo grado che prevedeva 15 anni e quattro mesi.
Il percorso per arrivare a una simile sforbiciata della detenzione passa attraverso una sentenza della Cassazione, secondo cui lo sconto per la collaborazione va applicato non solo, come aveva deciso il primo giudice, in relazione alla condanna per detenzione di armi, ma anche per l’imputazione di concorso in omicidio. Del resto, lo stesso procuratore generale Vito Zincani aveva chiesto 10 anni 5 mesi e 10 giorni.
«Questo è stato - ha spiegato Claudio Magnisi, legale della famiglia del professore - un giudizio fortemente confinato nei limiti posti dalla Cassazione, che ha dato per acclarato il riconoscimento dell’attenuante anche al capo di imputazione principale, pure in assenza di un contributo rispetto all’omicidio Biagi. Si tratta di un punto per noi importante ma controverso dal punto di vista del diritto».
Come parte civile oltre alla famiglia Biagi c’era l’Università di Modena, dove il giuslavorista insegnava. Soddisfatta l’avvocato Grazia Volo, che difende la «compagna So»: «Finisce questo lungo percorso nei termini in cui noi lo avevamo cominciato. Con molta fatica siamo arrivati dove dovevamo arrivare».
Nel mondo politico la sentenza ha suscitato qualche polemica. «Non possiamo non esprimere - dice Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera - un giudizio severo nel ritenere meritevole di benefici cosi ampi chi si è macchiato di un simile crimine».