Delitto di Chiavari, la pistola libera di sparare due volte

Se serve la pistola fumante, ora c’è pure quella. La prova regina è arrivata quando ormai, con quella stessa pistola fumante, è stata uccisa una persona. Chi possedeva quella pistola è ora in carcere per omicidio, ma sarebbe potuto essere in galera per rapina e quindi non avrebbe partecipato all’omicidio di Aldo vaccaro, il chiavarese titolare di un’agenzia di scommesse. Riccardo Turetta però è stato assolto al processo per una rapina a una tabaccheria di Rapallo avvenuto nel maggio del 2010. I carabinieri lo avevano individuato e fermato una settimana dopo come responsabile di quel colpo, il pubblico ministero ne aveva chiesto la condanna a otto anni senza attenuanti, ma il giudice, appena tre mesi fa, lo aveva giudicato innocente.
Ora si scopre che la pistola che il 14 luglio ha ucciso Aldo Vaccaro era stata già usata per la rapina di Rapallo, al termine della quale il criminale, dopo essersi impossessato di 300 euro, fece partire un colpo il cui proiettile colpì alcuni pacchetti di sigarette. Anche in quel caso un omicidio evitato per una pura casualità. La notizia è stata confermata dagli inquirenti che, insieme al procuratore capo di Chiavari, Francesco Cozzi, hanno tenuto a precisare che la tragica vicenda è stata messa in atto da comuni criminali, nonostante l’efferata violenza. La pistola che ha sparato i mortali colpi contro il 58enne chiavarese è di calibro 7,65 ma al momento non è ancora stata rinvenuta. Gli esami balistici sui proiettili però non lasciano dubbio: l’arma che li ha sparati è la stessa.
«Alla luce di questo nuovo elemento (ossia la pistola gia usata nella rapina al tabaccaio) - ha spiegato il procuratore Francesco Cozzi - la Procura chiavarese impugnerà la sentenza di assoluzione; sentenza che non sarebbe stata appellata se non fosse emerso questo importante elemento». La pistola fumante, la prova regina per riaprire quel processo, ora c’è. A ben guardare, ora c’è anche una vittima in più.