Delitto dei carruggi: marocchino indagato

È un ragazzo di 17 anni a cui sono stati sequestrati indumenti sporchi di sangue

Piero Pizzillo

da Genova

C’è un altro indagato per l’uccisione della istruttrice di fitness Luciana Biggi, aggredita sessualmente e sgozzata con un coccio di bottiglia verso le due di venerdì scorso in vico San Bernardo, nel centro storico di Genova. Dopo Luca Delfino, 29 anni, ex fidanzato della ragazza (è difeso dall’avvocato Riccardo Lamonaca), indagato a piede libero per omicidio volontario, spunta un altro potenziale assassino, assistito dall’avvocato Fabio Di Salvo. Si tratta di un marocchino di 17 anni (appena compiuti), iscritto nel registro degli indagati per lo stesso delitto di cui è accusato Delfino, ma commesso non «in concorso» con quest’ultimo. In altre parole v’è un’alternativa che può essere risolta solo con le perizie, ragion per cui il sostituto procuratore Enrico Zucca ha deciso ieri di sottoporre entrambi all’esame del Dna, facendo effettuare nel pomeriggio il prelievo della saliva. Dopodiché gli atti relativi al giovane nordafricano sono stati trasmessi al tribunale dei minori. Solo ieri si è appreso dell’iscrizione del marocchino nel registro degli indagati. In effetti è stato il primo a cadere nella rete tesa dal vice questore Claudio Sanfilippo, capo della mobile, in quanto sospettato del delitto. Infatti, nella stessa giornata di quel tragico venerdì, a poche ore di distanza dallo sgozzamento della bella e sventurata donna, la polizia effettuava una perquisizione nell’abitazione del diciassettenne, sequestrando abiti e scarpe, con sospette macchie di sangue. Si tratta dei jeans, del giubbotto e della maglietta che sarebbero stati indossati nella giornata di giovedì (l’assassinio è stato compiuto verso le due e trenta di venerdì). Il maghrebino nega ogni benché minima partecipazione all’omicidio. Il difensore dichiara: «È vero, sono stati sequestrati per essere periziati abiti in cui vi sono delle tracce ematiche che magari nulla avrebbero a che vedere con l’omicidio di Luciana Biggi. Comunque, attendo con ansia l’esito della perizia che, se negativa, scagionerebbe il mio assistito, il quale continua a dichiararsi innocente».
Materiale è stato anche sequestrato a Delfino. Una felpa indossata la sera dell’omicidio, una spazzola per unghie che si trovava nella vasca da bagno, le scarpe, campioni d’acqua rimasti in lavatrice dopo il lavaggio dei vestiti, e altri reperti. Alle 13 di ieri il pm Zucca ha conferito al dottor Roberto Giuffrida della polizia scientifica di Roma l’incarico di eseguire gli esami su tutto il materiale sequestrato, per la comparazione con le numerose tracce di sangue rinvenute sul luogo del delitto. I risultati saranno depositati tra 60 giorni, ma qualche anticipazione potrebbe essere nota fra 10 giorni. «Non credo - dice l’avvocato Lamonaca - che gli esami potranno dare risultati fondamentali. Comunque, è giusto farli, e noi abbiamo subito dato il consenso al prelievo della saliva».
Ieri mattina si sono celebrati i funerali della vittima. «Vogliamo ricordarti così, con il tuo sorriso solare, sapendo che hai raggiunto in paradiso i tuoi genitori e tuo fratello», ha detto il sacerdote benedicendo il feretro.