Delitto dei vicoli, il fidanzato resiste al pm

Il sospettato risponde a tutte le domande «Ora aspetto che il colpevole si faccia vivo»

Piero Pizzillo

Omicidio dei vicoli: «Oggi gli inqurenti non hanno messo a segno alcun colpo». Sono le 18,15 di ieri quando l’avvocato Riccardo Lamonaca, difensore del ventinovenne Luca Delfino, indagato di omicidio volontario, con l’accusa d’aver sgozzato verso le due di venerdì 28 aprile in vico San Bernardo l’ex fidanzata Luciana Biggi, dichiara quanto sopra ai cronisti, al termine di un interrogatorio di quattro ore svoltosi dinanzi al pubblico ministero Enrico Zucca. «Se avessero avuto qualcosa di eclatante in mano, l’avrebbero contestato subito. Pertanto, per il momento resta un processo indiziario, a meno che non abbiano un asso nella manica» (tutto ciò a 24 ore di distanza dalla consegna dei primi risultati delle indagini biologiche della polizia scientifica di Roma, secondo cui le tracce trovate sugli abiti e sulle scarpe non sarebbero del sangue della donna).
Alle 14, prima di entrare nell’ufficio del magistrato, l’inquisito aveva dichiarato: «Ho la coscienza pulita. Sono tranquillo, un po’ preoccupato, perchè si tratta sempre di un interrogatorio». Al termine del quale il difensore ha dichiarato: «Non vi è stato un solo argomento in cui Delfino si sia trovato in difficoltà nel rispondere alle domande del pm. Ha anche detto che non si è fatto subito vivo, dopo aver appreso la notizia dell’omicidio della Biggi alla Tv, solo perchè è rimasto sconvolto». Il legale ha inoltre affermato che non sono stati contestati nuovi elementi d’accusa. Quello di ieri è stato il primo degli interrogatori, in cui non si è parlato di esami del Dna, nè dei filmati, quando la coppia sarebbe stata ripresa mentre litiga furiosamente, mentre si è esaminato, ma solo di sfuggita,l’episodio di domenica 9 aprile, quando vi fu uno scoppio nella cucina della casa della Biggi. Questo primo «colloquio» con il giudice è stato dedicato alla ricostruzione della giornata di giovedì 27, che Delfino ha trascorso con l’ex istruttrice di fitness, e di cui abbiamo già riferito nei giorni scorsi. «Abbiamo rivisto tutti i profili psicologici , afferma Lamonaca ma è mia sensazione che il magistrato punti nella direzione di un movente passionale, di un delitto per gelosia. Siamo comunque rimasti solo ai moventi».
Uscendo dal tribunale, in attesa di ritornare per il prossimo appuntamento con il pm, ai cronisti che gli chiedevano cosa ne pensa del fatto che gli inquirenti lo ritengono responsabile del delitto, ha detto: « Io sono innocente, spero che salti fuori qualcuno che dica: io sono il colpevole». Il qualcuno potrebbe essere un rapinatore, uno scippatore o qualche persona a cui la Biggi doveva del denaro.