Il delitto dell’Olgiata Il 25 giugno il gip deciderà sull’opposizione alla richiesta di archiviazione

A quasi diciotto anni dalla morte della contessa Alberica Filo della Torre, trovata morta il 10 luglio del 1991 nella sua villa all’Olgiata, l’inchiesta della Procura si appresta a segnare una nuova tappa. Il 25 giugno, infatti, si terrà l’udienza per decidere sull’opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento a carico di Winston Manuel e Roberto Iacono, già indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della contessa Alberica Filo della Torre.
Il procuratore aggiunto Italo Ormanni e il sostituto Diana De Martino avevano chiesto l’archiviazione delle indagini a carico di Winston, uno dei domestici filippini in servizio all’epoca nella villa della contessa, e di Roberto Iacono, secondo figlio di Franca Senapa, governante e insegnante di inglese dei due figli della contessa, Manfredi e Domitilla. Istanza formulata dopo che un accertamento tecnico aveva escluso che il dna isolato su un fazzoletto di carta fosse dei due indagati. Sul fazzoletto i consulenti individuarono alcune tracce biologiche, in particolare del muco, riconducibile a un profilo genetico di una persona di sesso maschile. I due indagati già in passato finirono sotto inchiesta per omicidio volontario e poi scagionati.
Ad opporsi alla richiesta di archiviazione è stato l’avvocato Giuseppe Marazzita, legale del costruttore Pietro Mattei, marito della contessa. Ora a pronunciarsi su tale opposizione sarà appunto il 25 giugno il gip Cecilia Demma.
Secondo l’avvocato Marazzita, gli esperti avrebbero omesso di fare una serie di accertamenti che erano stati chiesti dalla difesa, limitandosi ad esaminare le tracce visibili, usando tecnologie arretrate e non quelle moderne come invece era stato richiesto nell’istanza presentata dallo stesso legale che ha determinato il nuovo accertamento. Secondo il penalista, inoltre, non sarebbe stato preso in considerazione l’orologio, un Rolex, che la contessa indossava al momento del delitto. In sostanza, ad avviso del legale, gli accertamenti sarebbero stati fatti parzialmente.
Rimane comunque in piedi l’inchiesta principale sulla morte della contessa. La richiesta di archiviazione è infatti uno stralcio del filone principale che prosegue sulla base di questo profilo di dna estrapolato da un fazzoletto. In quell’occasione furono esaminati anche altri reperti sequestrati (tra cui il lenzuolo del letto dove la contessa fu trovata morta, la biancheria che indossava la mattina del delitto, lo zoccolo con cui fu colpita più volte alla testa, i jeans di entrambi gli indagati) al fine di evidenziare eventuali tracce biologiche.