Delitto dell'Olgiata, riaperto il caso Indagati Iacono e Manuel

La procura di Roma ha deciso di indagare Roberto Iacono e
il filippino Winston Manuel, coinvolti da subito negli accertamenti sulla morte di Alberica Filo
Della Torre, avvenuta il 10 luglio 1991, e poi successivamente scagionati

Roma - La nuova inchiesta sul delitto dell'Olgiata è a una svolta. La procura di Roma ha deciso di indagare Roberto Iacono e il filippino Winston Manuel, coinvolti da subito negli accertamenti sulla morte di Alberica Filo Della Torre, avvenuta il 10 luglio 1991, e poi successivamente scagionati. Il gip Cecilia Demma ha accolto la richiesta del pm Nicola Maiorano e del procuratore aggiunto Italo Ormanni per riaprire il caso. Gli inquirenti avevano fatto loro l'istanza presentata dal marito della contessa, Pietro Mattei, poco prima di Natale. Il fascicolo è aperto per omicidio volontario. La decisione di procedere nei confonti di Manuel e Iacono è un «atto dovuto», si spiega a piazzale Clodio. Ed è dovuto essenzialmente alla necessità di procedere a nuovi accertamenti tecnici sui reperti all'esame degli investigatori, al fine di captarne le tracce biologiche e del dna. Di nuovo sotto i microscopi finiranno quindi il lenzuolo macchiato di sangue sequestrato nella stanza dove la donna fu trovata morta; i jeans indossati da Iacono e da Manuel, una canottiera e uno zoccolo della signora e l'orologio Rolex che la stessa aveva al polso. E che è stato dato agli inquirenti dalla famiglia della nobildonna.

Sia Manuel che Iacono, atraverso i loro difensori, potranno in questo modo nominare i consulenti di parte nella perizia che il pm affiderà a breve. «Le nuove tecniche di indagine - aveva spiegato Mattei - hanno la capacità di aumentare sino a mille volte la possibilità di identificare la natura di quelle macchie sugli indumenti e di dimostrare a chi appartengono». Nell'estate del 2005 venne sollecitata l'archiviazione dell'inchiesta per la mancata identificazione del responsabile del delitto. L'avvocato Giuseppe Marazzita, legale della parte offesa, si è detto «soddisfatto per la riapertura definitiva del caso». Il legale di Manuel, Ugo Longo, ha detto: «Sono sicuro che anche questa volta il mio assistito sarà scagionato. Le tracce sui suoi indumenti non sono derivati da sangue o altro liquido biologico».