Delitto di Garlasco: niente sentenza ma 5 nuove perizie

Il gup di Vigevano ha disposto cinque nuove perizie per accertare con esattezza l'orario della morte di Chiara Poggi, il percorso compiuto da Alberto Stasi quando ritrovò il cadavere e verificare l'effettivo utilizzo del computer del giovane. La famiglia Poggi: "Mai voluta una giustizia veloce"

Vigevano - Serviranno dunque altri due o tre mesi prima di arrivare alla sentenza sul delitto di Garlasco. Dopo quattro ore di camera di consiglio, infatti, il gup di Vigevano Stefano Vitelli non ha emesso la sentenza per il delitto di Chiara Poggi ma ha disposto cinque nuove perizie: sull’ora della morte della vittima, sulla "camminatà di Stas" nel luogo del delitto e la mancanza di tracce di sangue sulle sue scarpe e la terza sul computer del giovane. Disposto anche un nuovo sopralluogo nella villetta di Garlasco. 

Computer, percorso e orario La perizia riguarderà accertamenti sul computer dell’imputato Alberto Stasi, sul percorso da lui compiuto quando ritrovò il cadavere della fidanzata e sull’orario della morte della vittima. Inoltre, il giudice ha disposto anche un sopralluogo nella villetta di Garlasco dove è avvenuto il delitto. Slitta, pertanto, la sentenza nei confronti di Stasi, per il quale il pm ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione.

Accertamenti su scarpe e pedali bici Il gup ha disposto anche altri accertamenti scientifici sulle tracce di dna trovate sui pedali della bicicletta di Stasi e sull’erogatore di sapone nel bagno di casa Poggi; e, infine sulle scarpe di Stasi e sul loro grado di idrorepellenza e sullo stato di conservazione. Sono, dunque, cinque i nuovi accertamenti che comporranno la superperizia, ritenuta dal gup indispensabile per emettere la sentenza. Il giudice ha già nominato i periti: si tratta di docenti delle università di Torino e di Pisa che inizieranno a lavorare il prossimo 13 maggio.  

La famiglia Poggi: "Mai voluta giustizia veloce" "Aspetteremo, vogliamo il vero colpevole, mai voluta una giustizia veloce". Così hanno mormorato i genitori di Chiara, Giuseppe e Rita Poggi, uscendo dal tribunale. "Non possiamo dire null’altro - hanno aggiunto - continueremo ad aspettare sperando nella giustizia per nostra figlia". I coniugi Poggi si sono quindi allontanati tenendosi abbracciati. 

Le tappe della vicenda Dopo 20 mesi arriva la prima decisione del gup per il caso dell'omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Ecco le tappe principali della vicenda.

13 AGOSTO 2007 Chiara Poggi, 26 anni, è trovata morta nella sua villa in via Pascoli, a Garlasco, dal fidanzato Alberto Stasi, laureando alla Bocconi. Il cadavere è riverso sulle scale della cantina con il cranio fracassato.

18 AGOSTO Si svolgono i funerali della giovane.

20 AGOSTO Stasi riceve un avviso di garanzia per omicidio volontario. La sua casa è perquisita. I carabinieri sequestrano tre auto, tra cui la sua Golf, due biciclette e attrezzi.

13 SETTEMBRE Stasi cambia difensori. Il professor Angelo Giarda e i fratelli Colli sostituiscono Giovanni ed Eleonora Lucido.

24 SETTEMBRE Il pm decide il fermo di Alberto. Sui pedali di una bici sono state trovate tracce di Dna compatibile con quello di Chiara: per i Ris è sangue della ragazza, per la difesa può essere sudore o saliva.

28 SETTEMBRE Dopo quattro giorni in carcere a Vigevano, il gip non convalida il fermo e rimette in libertà Stasi. Non ci sono prove sufficienti per giustificare un arresto.

5 NOVEMBRE Depositato l'esito dell'autopsia. Chiara è stata uccisa tra le 11 e le 11.30, con un oggetto appuntito. Tra i 10-15 colpi inferti, l'ultimo, alla nuca, è stato mortale.

16 NOVEMBRE I Ris consegnano la consulenza sulle tracce nella villetta. Sono di Chiara, dei suoi familiari e di Alberto.

20 DICEMBRE Stasi indagato per detenzione di materiale pedopornografico trovato nel suo pc.

27 MARZO 2008 Stasi si laurea in economia alla Bocconi.

16 APRILE Dopo 225 giorni, la famiglia Poggi rientra in possesso della casa, sequestrata dal giorno dell'omicidio.

3 NOVEMBRE Il pm Rosa Muscio chiede il rinvio a giudizio di Alberto Stasi per l'omicidio della fidanzata.

23 FEBBRAIO 2009 Al tribunale di Vigevano comincia l'udienza preliminare.

28 MARZO Stasi chiede il rito abbreviato.

9 APRILE Al tribunale di Vigevano comincia il processo con rito abbreviato. Il pm Rosa Muscio, affiancata dal collega Claudio Michelucci, chiede al gup Stefano Vitelli la condanna di Stasi a 30 anni. Per la difesa Stasi è innocente e va assolto.