Delitto Hariri, Assad sarà interrogato

Entro aprile il procuratore Brammertz sentirà il presidente siriano a Damasco

Il presidente siriano Bashar el-Assad sarà interrogato entro il mese prossimo con il vice presidente Farouk al-Sharaa dalla Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite guidata dal giudice belga Serge Brammertz che indaga sull'omicidio dell'ex premier libanese Rafik Hariri, morto in un attentato a Beirut il 14 febbraio del 2005.
Brammertz ha preferito non rendere pubblici i dettagli dell'inchiesta in corso. Si è limitato a scrivere che è stata identificata una rete di criminali tra mandanti ed esecutori, assicurando che «la commissione è più vicina a una maggior comprensione di come il crimine fu pianificato, di quanti vi parteciparono e di come gli esecutori portarono a termine i loro diversi compiti».
La Siria continua a negare (nonostante molte evidenze) un proprio ruolo nell’assassinio di Hariri, ma la disponibilità a collaborare al massimo livello alle indagini dell’Onu rappresenta un segnale importante. Brammertz ha scritto nel suo rapporto, a differenza del suo predecessore Mehlis, che negli ultimi tre mesi Damasco ha aderito a quasi tutte le richieste del suo ufficio. Entro oggi il giudice belga deve presentare il suo rapporto sulle indagini al Consiglio di Sicurezza.
Mentre sul fronte siriano si registrano progressi, in Libano è ripreso ieri il «dialogo nazionale» avviato dai leader di quattordici fazioni: nodo principale è il futuro del presidente filosiriano Emil Lahoud, che non intende dimettersi come pretende il fronte capeggiato dal leader druso Walid Jumblatt.