Il delitto del veglione nato d’estate nei vicoli

(...) la voglia di divertirsi. I loro destini si sono incrociati una sera in uno dei tanti carruggi di Genova, al tavolo di un bar. Un'amicizia come tante, destinata però a finire in tragedia la notte di Capodanno. Boeti, in Liguria per lavorare come muratore in un cantiere e Alessio, in vacanza dagli studi, avevano legato subito e per allargare la compagnia quest'ultimo gli aveva presentato altri due amici: l'albanese Ardit Indershai di 16 anni che vive in una comunità di accoglienza a Genova e Carola Pastorino che di anni ne ha 20 e da qualche mese non si fa più sentire dai genitori. Una ragazza carina, Carola, anche se un po' trascurata ma con il fascino di chi crede di tenere il mondo in mano. Ha anche un precedente per corruzione di minore. È proprio con questi tre amici che Michele Boeti ha voluto trascorrere l'ultimo dell'anno, approfittando del fatto che i genitori si erano recati in Calabria per le festività natalizie. Alessandro è un ragazzo definito «difficile», con precedenti per aggressione, anche per aver tentato di strangolare, qualche mese fa la mamma delle sua ragazza Carola. Lei, Carola, vent’anni compiuti il giorno di Natale, è una ragazza madre, con un turbolento passato nei rapporti familiari. Il killer, elettricista, aveva vissuto con la madre a Nervi, in via alla Chiesa Plebana fino a venti giorni fa, ma prima di Natale si era trasferito in corso Europa, sempre con la madre, per essere più vicini al centro. I tre liguri arrivano a Racconigi nel primo pomeriggio di lunedì, ma è dopo il brindisi di mezzanotte che si consuma la tragedia. Tre ragazzi e una ragazza, una casa vuota e qualche bicchiere di troppo per festeggiare il 2008, è una miscela pericolosa che esplode verso le 3 e trenta quando Alessandro Alessio prende dalla tavola ancora imbandita un coltello da cucina e colpisce ripetutamente al torace Michele Boeti che cade a terra e muore un pochi istanti. La furia omicida, però, non si ferma: Alessio rivolge la lama verso Ardit Indershai, forse intervenuto in difesa del cuneese e ancora una volta affonda la lama nell'addome dell'amico albanese, fino a lasciarlo a terra in una pozza di sangue. Il movente del litigio e quindi del duplice omicidio, pare sia da ricercarsi negli apprezzamenti che le vittime avrebbero rivolto verso la ragazza o, forse, la gelosia di Alessio nei confronti di Carola, nel non voler condividere le attenzioni della ragazza con gli altri due amici. È stata lei a correre in strada, terrorizzata, a chiedere aiuto e a chiamare i soccorsi. Quando il 118 è arrivato in via Cassiano, Boeti era già morto, mentre il minorenne è stato trasportato all'ospedale di Savigliano, dove è deceduto dopo pochi minuti. Alessandro Alessio era seduto accanto alle due vittime, con il coltello ancora in mano e non ha opposto resistenza quando i carabinieri lo hanno portato via con l'accusa di duplice omicidio. Anche Carola Pastorino, come unica testimone, è stata sentita dagli inquirenti al fine di ricostruire la dinamica dei fatti. L'abitazione della famiglia Boeti è stata posta sotto sequestro e fin dalle prime ore di ieri mattina i carabinieri hanno eseguito i rilievi scientifici dentro e fuori la casa ma soprattutto nella stanza in cui è avvenuta la mattanza. Nadia Muratore