Dell’Est il 65% dei tir che fanno stragi in strada

I conducenti stranieri guidano anche dodici ore di fila, con l'aiuto di alcol e psicofarmaci. <strong><a href="/a.pic1?ID=282463">La proposta di Tajani</a></strong>: &quot;Tachimetri digitali sui camion per limitare le ore di guida&quot;

Roma - Sono i nuovi schiavi della strada. Burattini del trasporto merce che partono dall’Est Europa e attraversano l’Italia, e viceversa. Ore e ore di guida senza pause e senza eccessivi controlli. Un riposo veloce in cabina e via, di nuovo al volante, l’asfalto davanti e centinaia di chilometri ancora da bruciare. La maggior parte passano da Mestre, l’imbuto della tangenziale dove in questa stagione chi va in vacanza si mescola con i mezzi pesanti. Sono i camionisti alla guida di tir che arrivano dall’estero, dai Paesi fuori dell’Unione Europea, quelli che secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli dovrebbero sottostare a regole più rigide su ore di guida e controllo del mezzo. Norme da imporre con più forza per chi fa ingresso nello spazio comunitario con un mezzo pesante.
Ecco i dati raccolti dall’associazione artigiani di Mestre (Cgia): sul tratto Venezia-Trieste della A4, dove tre giorni fa un tir polacco ha invaso la carreggiata opposta causando una strage con sette morti, l’autostrada maledetta dove manca la terza corsia, dal 2002 a oggi il 37% degli incidenti hanno visto coinvolti tir. Ma soprattutto il 65,5% di questi erano camion stranieri, «provenienti soprattutto dall’Est Europa», scrive la Cgia nella sua relazione, svolta su analisi dei dati delle Autovie Venete, società che ha in concessione quel tratto di autostrada.

Sono numeri che fanno paura per la sicurezza di chi transita, ma che indicano anche un trend in crescita, nell'autotrasporto, di padroncini non italiani, al servizio di ditte straniere di Paesi extra Ue dove il gasolio, e i camionisti, costano meno. Secondo l’indagine della Cgia gli incidenti sulla Venezia-Trieste sono stati «5082 dal 2002 alla fine del 2006», quindi più di due al giorno e di questi «1876 hanno visto coinvolti autotreni». Gli incidenti con i tir erano uno su tre cinque anni fa, sono stati quasi la metà nel 2006 (44,9%). E quasi sette camion su dieci ora arrivano dall’Est. Le Autovie Venete avevano diffuso recentemente cifre che indicavano una diminuzione degli incidenti con veicoli pesanti (-5,41% per esempio sulla Terraglio-Sistiana). Ma l’allarme riguarda ora soprattutto la provenienza di questi mezzi.

«Indipendentemente dalle responsabilità dell’autista polacco che ha provocato al strage di venerdì scorso - valuta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre e assessore della giunta Cacciari a Venezia - sulla A4 è allarme autisti stranieri. Ormai 2 incidenti su 3 che interessano mezzi pesanti riguardano camion provenienti principalmente dall’Est Europa». A parere di Bortolussi, molte aziende «danno in consegna i propri autoarticolati ad autisti stranieri con il chiaro obiettivo di contenere i costi facendo così concorrenza sleale a tutti gli altri operatori».

I padroncini del Nord-Est raccontano di cronotachigrafi, gli strumenti che sui camion rilevano il numero di ore di moto, truccati. Di camionisti di Polonia, Romania, Bulgaria, ma anche Moldavia e Turchia, che stanno alla guida per dieci, dodici ore di fila, quando le regole europee prevedono un massimo di 4 ore e mezzo e poi 45 minuti di riposo.

Raccontano di situazioni di sfruttamento dei nuovi autotrasportatori stranieri costretti a guidare in fretta, e con poche soste: «Per non sentire la stanchezza - conferma Bortolussi - è sempre più diffuso tra questi autisti l’abuso di alcol e psicofarmaci. Guidano in condizioni di scarsa sicurezza perché non rispettano la nostra normativa in materia di orari di guida». È vero che le piazzole per la sosta «mancano», sottolinea anche la Cgia: «Occorre realizzare nuovi spazi attrezzati» sulla Venezia-Trieste. Ma le immagini dell’orrore sulla A4 sono davanti agli occhi di tutti: un camion che vira quasi a novanta gradi verso il guard rail, di colpo, la carreggiata opposta che s’infiamma. Senza nuove regole, conclude l’associazione veneta, «non è nemmeno da scartare l’ipotesi di contingentare l’ingresso di tir stranieri nel nostro Paese».