Via delle Perle, donne come una volta «È la riscoperta di ricami e pellicce»

Quando Via delle Perle ha inventato la «jim couture», rendendo elegante la tuta da ginnastica, in giro non si trovavano che pantaloni e felpe sciatte. Un'intuizione che ricorda i fasti di un brand anni '80 tanto caro ai paninari. «Siamo noi gli eredi ideali della Best Company», dice il presidente Edmondo Tirelli, alla guida dell'azienda insieme all'ad Glauco Verrini. «Con la jim couture abbiamo riproposto quel successo, rileggendolo in chiave extra lusso». Un'idea vincente che ha fatto di VdP una realtà da 35 milioni di fatturato, distribuita in più di 700 punti vendita nel mondo.
Edmondo Tirelli, voi avete reso chic la comodità: come vi è venuto in mente?
«Il mercato è sempre aperto alle nuove idee e noi volevamo proporre un'idea nuova negli anni 2000, quando sul mercato i grandi brand erano già affermati. La jim couture è la nicchia che ha messo in evidenza il brand, che esce dal diktat delle mode del momento. Anche se poi con la nostra prima linea, la Collection, continuiamo a fare ricerca stilistica».
Il successo è continuato anche durante la crisi. Il segreto qual è?
«I nostri capi piacciono perché rispecchiano l'universo femminile Con la linea Club, che propone la tuta chic, e con la linea Bijoux, massima espressione del lusso nella jim couture, proponiamo pezzi basic ma resi unici da materiali, dettagli e accessori preziosi e sempre nuovi. Ad esempio, la zip che non è semplicemente una zip, ma un dettaglio fatto su misura, che ricorda la valigeria di lusso; il taschino che diventa un passante per la cintura; il tiralampo che si copre di swarovski... ».
Negli ultimi anni in molti hanno seguito il vostro esempio…
«E ciò nonostante continuiamo ad avere successo perché facciamo cose "normali" ma sempre nuove. Poi perché il nostro è un prodotto made in Italy al 100%, la nostra qualità è molto alta, e i prezzi sono accessibili».
La vostra donna ideale?
«Una donna che non ha età. In forma ma senza tempo. E molto femminile. Le nostre muse appartengono più al passato che al presente, perché di donne come Brigitte Bardot non ce ne sono più…. Però continuiamo a ispirarci al cinema. Un nome italiano? Un'attrice come Gabriella Pession (oggi testimonial della presentazione in stile "Alice in Wonderland" ndr)».
Voi fate anche una prima linea ricercata e bon ton. Cosa andrà di moda l'inverno prossimo?
«Il tubino è arricchito da dettagli in pelliccia, pietre e ricami. Torna lo sherling, sotto forma di chiodo con maniche tricot, il caban è in lana tricot e volpe. Il nuovo little black dress è zippato, in jersey ed ecopelle, bon ton ma aggressivo. Oltre al nero, colori che illuminano, come il corallo, l'arancio, il pesca».
VdP vende in tutto il mondo da tempo. Come sono cambiate le esigenze di mercato?
«Oggi il mercato è globale e i sono gusti più uniformi. Con l'eccezione del mercato arabo, dove gli orli delle gonne si allungano. O la Cina, dove c'è tanto bisogno di colore: una donna cinese non indosserebbe mai il color militare!».PDO