Delmonte: «Ci distingue il multilocalismo»

Vice direttore Delmonte, Banca Carige anche quest'anno è a fianco della Fiera di Genova e dell'Ucina in occasione del Salone Nautico, può parlarci di questa partnership importante?
«Banca Carige è l'unica tra le grandi banche italiane ad essere affacciata sul mare e col mare ha naturalmente un rapporto speciale, un legame che si perde nella notte dei tempi e che ha radici molto profonde. Genova e la sua storia sono infatti tradizionalmente legati al porto e a suoi commerci. Questo legame si declina storicamente con il sostegno alle attività legate alla nautica, che sono peraltro una risorsa non solo per la Liguria ma per l'intero paese. Abbiamo conosciuto infatti aziende impegnate in questo settore praticamente in tutte le regioni in cui Banca Carige si è sviluppata negli anni, dal Piemonte, al Veneto, alla Sicilia. Imprese che ben rappresentano il «made in Italy» nel mondo, paradigma di una produzione dove la qualità si coniuga con l'eccellenza nel design e nelle tecnologie. La nostra passione per il mare, e per il valore che il lavoro delle nostre imprese esprime in tutto il mondo, si concretizza anche in questa storica partnership con il Salone Nautico di Genova e con Ucina. Da sempre la nostra stretta collaborazione spazia dagli aspetti meramente finanziari a quelli pubblicitari, di sponsorizzazione e di marketing. Un'integrazione operativa che trova la sua massima espressione in occasione dei due principali eventi organizzati dalla Fiera, cioè Euroflora e il Nautico».
Un Salone che rappresenta un'occasione importante per il settore in questo particolare momento.
«Il Salone è un appuntamento annuale che proietta Genova, o meglio l'Italia, in una dimensione internazionale, una vetrina unica per l'intero Paese e un volano per la nostra industria cantieristica e per l'economia in generale. Proprio in virtù di queste considerazioni ogni anno rinnoviamo il nostro ruolo di sponsor del Salone Nautico, fornendo un sostegno sempre più qualificato a questo fiore all'occhiello della nostra città, che compie continui sforzi di crescita e di miglioramento. In un momento difficile come questo, in cui tante grandi e piccole aziende del settore si trovano in difficoltà e sono in corso ristrutturazioni, anche dolorose, sosteniamo con convinzione quello che ci auguriamo sia il Salone del rilancio per tutto il mondo della nautica. La 50ª edizione arriverà ad ospitare 2.300 imbarcazioni, grazie anche alla darsena a ponente della Fiera. Il numero degli espositori sarà di 1.400, di cui il 36% stranieri, provenienti da 39 paesi diversi. Da non dimenticare gli oltre 10.000 mq di esposizione su acqua e i 9 km di percorsi sul mare che verranno offerti ai visitatori. Un layout espositivo di valore eccezionale, unico per ampiezza a livello europeo, che permetterà di ammirare imbarcazioni grandi e piccole nel loro ambiente naturale: l'acqua. Infine ma non ultimo, mi preme sottolineare che, in quanto banca fortemente radicata nel triangolo Torino-Genova-Milano, guardiamo anche alla Fiera del Mare come a uno dei poli della grande kermesse Expo Milano 2015».
Banca Carige da Cassa di Risparmio regionale è arrivata ad essere il quinto gruppo bancario italiano per capitalizzazione, qual è il segreto di questo successo?
«Nella nostra espansione dimensionale non abbiamo dimenticato la nostra natura di Cassa di Risparmio. Soprattutto non abbiamo perduto quel patrimonio di profonda conoscenza, di capacità di ascolto, di immediatezza e di vicinanza alle esigenze e alle aspettative del territorio di riferimento che era proprio di tale tipologia di banca. La prossimità al cliente, la capacità di instaurare un clima di fiducia e di stretta collaborazione e di comprendere a fondo le necessità finanziarie di famiglie e piccole e medie imprese è sempre stata una nostra prerogativa. Il modello di relazione con la clientela ligure è stato esportato anche nelle altre regioni in cui la Banca tempo per tempo si è insediata. Siamo diventati pertanto una banca "multilocale", interessata a promuovere lo sviluppo economico, ma anche sociale e culturale di tutti i diversi territori di insediamento. Questo ritengo sia stato il fattore competitivo che ci ha consentito di restare indipendenti, siamo orgogliosi di essere l'unica ex-Cassa di Risparmio ad aver conservato l'autonomia».