Delneri è ancora pari: ma con il City è diverso

Iaquinta illude i bianconeri con un gol spettacolo, ma la squadra di Mancini li agguanta subito. Poi la traversa ferma Del Piero. <strong><a href="/sport/la_rimonta_pazzesca_napoli_3-3_97/01-10-2010/articolo-id=477061-page=0-comments=1">La rimonta pazzesca del Napoli: 3-3
</a></strong>

Un altro pareggio in Europa League per Juventus: e sono due. Quello ottenuto in casa del Manchester City (1-1, vantaggio di Iaquinta, pareggio di Johnson) ha però valore diverso dal primo contro i polacchi del Lech Poznan. Giocare in Inghilterra non è mai facile e le squadre italiane lo sanno bene: i bianconeri hanno cominciato con buon piglio, sono passati in vantaggio e hanno sperato di portare a casa i tre punti. Siccome però la solidità è ancora da trovare, hanno patito la reazione dei padroni di casa (al cui attivo c'è anche un palo colpito di testa da Barry che fa però pari con una punizione gioiello di Del Piero finita sulla traversa) e subìto il pareggio in seguito alla solita indecisione difensiva che ha visto coinvolti tutti i reparti: Del Piero e Marchisio non sono stati sufficientemente «cattivi» nel limitare l'avanzata di Tourè, De Ceglie, Chiellini e Bonucci non si sono parlati né aiutati abbastanza così come Manninger non è stato perfetto nella posizione di partenza. Particolari - sostanziali, però - sui quali Delneri sa di dovere lavorare ancora molto. Dal momento però che il tecnico di Aquileia è obbligato a vedere il bicchiere mezzo pieno, avrà allora di che ritenersi soddisfatto per una ripresa giocata con la giusta tranquillità: reparti più vicini e meno passaggi a vuoto. Nel corso della stessa partita, insomma, la Juve ha dimostrato di poter crescere in attenzione e personalità: piccoli passi verso una nuova dimensione anche in campo internazionale. Domenica sera, contro l'Inter (con l’arbitro Banti nerazzurri sempre imbattuti), ci sarà bisogno di ulteriori progressi. Per presentarsi al meglio contro i nerazzurri, Del Neri ha anche scelto di operare ieri un mini turnover lasciando inizialmente fuori Rinaudo, Melo e Pepe: verranno buoni, di sicuro. Quanto al prosieguo del cammino europeo, sarà impossibile sbagliare le due partite contro il Salisburgo e bisognerà quasi certamente andare a vincere in Polonia contro il Lech: mancando due mesi allo scontro diretto, c'è da pensare che la Juve possa essere cresciuta di quel tanto che le basterà per battere i campioni di Polonia.