Deloitte contrattacca e chiede i danni a Parmalat per frode

La società di revisione era stata citata da Bondi

da Milano

Deloitte & Touche contrattacca e chiede i danni a Parmalat. È questo l’obiettivo della domanda riconvenzionale avanzata dalla società di revisione negli Stati Uniti. Destinatari della richiesta Parmalat e il suo legale rappresentante Enrico Bondi, che, in qualità di commissario straordinario del gruppo di Collecchio, ha citato per danni gli ex revisori, ossia Deloitte, appunto, e Grant Thornton. La tesi di Deloitte è esattamente opposta, basata com’è sulla ricostruzione dei fatti che dimostra come proprio la società di revisione «è stata una dei destinatari della frode organizzata da Parmalat. Conseguentemente - prosegue la nota - secondo le norme statunitensi, a Parmalat non dovrebbe essere consentito di ottenere un risarcimento da Deloitte». Al contrario, è la società di revisione che dovrebbe ottenere il risarcimento dei danni subiti, compresi quelli «risultanti dalla distruzione di quei documenti che avrebbero potuto essere utilizzati per dimostrare che Deloitte è stata una dei destinatari della frode posta in essere dalla Parmalat».
In base alle testimonianze rese da alcuni ex dipendenti ed ex dirigenti citate nella domanda riconvenzionale, infatti, la frode è iniziata nei primi anni Novanta quando il gruppo Parmalat, grazie anche a complicità esterne, ha iniziato a mascherare le perdite falsificando i bilanci. Nella domanda è inoltre spiegato dettagliatamente come l’alta dirigenza di Parmalat ingannava in modo sistematico il suo revisore principale, Deloitte. Nell’ottobre 2003 è stata proprio Deloitte - prosegue la domanda - a sollevare dubbi sui bilanci revisionati dal revisore secondario, emettendo poi con riserve la sua relazione di revisione contabile limitata dalla semestrale di Parmalat Finanziaria al 30 giugno 2003. «Da questa relazione sono poi scaturiti gli eventi che hanno portato alla scoperta della frode», continua Deloitte. A metà marzo però la Corte Federale aveva confermato il diritto di Parmalat di perseguire per danni, anche sul piano internazionale, Deloitte & Touche e Grant Thornton. Solo ora però, in base alle regole del processo negli Usa, la società di revisione ha potuto presentare la sua richiesta. Ora il giudice dovrà decidere se nominare un perito per quantificare la richiesta di risarcimento: e si prevedono tempi lunghi. A Piazza Affari il titolo Parmalat ha perso l’1,39% a 2,633 euro