Il «delta» del nome Io non l’avrei battezzata così

da Milano

Destinata come tutte le Lancia a una clientela raffinata, la Delta fu una delle medie più apprezzate degli anni Ottanta e Novanta poiché incarnava eleganza e funzionalità, anche se deve parte della sua fama alla conquista, tra il 1987 e il 1992, di sei titoli Mondiali Rally consecutivi.
La nuova Delta riporta, quindi, sulle strade un nome glorioso, sinonimo di raffinatezza, versatilità e sportività. La prima generazione apparve nell’autunno del 1979, con eleganti abiti firmati da Giorgetto Giugiaro e con parecchie innovazioni funzionali e tecniche, oltre che con una dotazione di categoria superiore. L’indole di auto al passo con i tempi venne presto rimarcata da una versione turbodiesel, da una con cambio automatico, dalla lussuosa Lx e dalle esuberanti 1.6 Gt e 1.6 Hf Turbo, che affiancarono la 1.300 e la 1.500 a benzina. Sebbene inizialmente non destinata a difendere il blasone Lancia nelle corse - già riportato ai fasti degli anni Cinquanta dalle affermazioni della Fulvia coupé, della Stratos e della 037 - la Delta s’affacciò a quel contesto con un prototipo esposto al Salone di Torino del 1982.
Era dotato di trazione integrale, equipaggiato con un motore turbo di 1.6 litri con 130 cv e antesignano della plurivittoriosa S4, prodotta in soli 200 esemplari per ottenere l'omologazione sportiva. Era anch’essa 4x4, ma montava (centralmente) un motore di 1.8 litri sovralimentato con un compressore volumetrico e un turbo da 250 cv, che salivano a più di 500 cv per l’uso agonistico. Non era, quindi, esattamente la fotocopia della Delta normale, ma il suo palmares ispirò l’Hf 4WD divenuta con il passare del tempo Hf Integrale, poi Integrale 16v ed Evoluzione. Crescendo, via via, un po’ nelle dimensioni, molto nella cavalleria arrivata a 215 elementi e tantissimo nelle affermazioni sportive, diede molto lustro all'intera produzione Lancia. Nel 1993, contestualmente al ritiro dalle corse della casa torinese, arrivò la seconda generazione della Delta. Prodotta sino al 1999, anche nella versione a tre porte Hpe, era un’auto che stemperava la sportività della sua progenitrice con lineamenti morbidi, allestimenti ricercati e rinunciando a versioni a trazione integrale. S’allineava, quindi, ai tradizionali canoni d’eleganza e comfort Lancia, pur mettendo sempre in campo tanta funzionalità e un temperamento gratificante.