Delusi i rivali di Telecom: «Sullo scorporo della rete impegni insufficienti»

L’ex-monopolista chiede maggior fiducia. Bernabè ricevuto a Palazzo Chigi

da Milano

Gli operatori telefonici alternativi sono «delusi» degli impegni presentati da Telecom all’Authority per una maggiore apertura della rete. Lo si legge in una nota firmata da otto amministratori delegati, secondo cui gli impegni sono «insufficienti a creare vera concorrenza», dal momento che non c’è «nessuna separazione funzionale» e «nessun impegno sulla fibra».
«I principali operatori concorrenti di Telecom Italia - dicono Paolo Bertoluzzo (Vodafone), Luigi Gubitosi (Wind), Stefano Parisi (Fastweb), Mario Mariani (Tiscali Italia), Corrado Sciolla (Bt Italia), Marco Bragadin (Tele2), Achille De Tommaso (Colt Italia) e Stefano Luisotto (Welcome Italia) - esprimono profonda insoddisfazione». Gli operatori ritengono che le proposte siano assolutamente insufficienti: non contribuiscono allo sviluppo di un mercato realmente concorrenziale e non contengono alcun impegno sulla rete di nuova generazione in fibra ottica. Ad avviso dei concorrenti, inoltre, «la proposta di Telecom non risponde alle esigenze di effettiva applicazione dei principi di parità di trattamento e non discriminazione, attuabile solo attraverso la separazione funzionale, e non aggiunge nulla alla regolamentazione vigente. Non solo: la società avanza richieste di alleggerimento degli obblighi regolamentari in assenza di un reale miglioramento del quadro competitivo, e di aumento del costo dei servizi all’ingrosso». Telecom ritiene però che in questa fase le valutazioni dei concorrenti siano ancora piuttosto superficiali e che le lamentele siano soltanto strumentali. «La rete di nuova generazione - spiega Telecom - ancora non esiste e non ci sono neppure i servizi, quindi non è possibile prendere impegni precisi per quest’ultima. Inoltre tutti gli operatori potranno contribuire alla costruzione e allo sviluppo di quest’ultima. Nel documento abbiamo parlato soltanto di servizi dove abbiamo un significativo potere di mercato. Quanto alla separazione riteniamo di aver impostato le cose nella maniera corretta ma indubbiamente c’è bisogno di fiducia da parte dei concorrenti che ci auguriamo facciano delle proposte concrete per migliorare il nostro documento». Intanto in Borsa il titolo resta debole. Ieri ha perso un altro 2,75% mentre l’amministratore delegato, Franco Bernabè, è stato a Palazzo Chigi incontrandosi con sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Ieri in una intervista il presidente Gabriele Galateri ha detto basta alle speculazioni su futuro della società.