Delusione tra gli ultras: «Il Milan andava assolto»

Il sindaco Moratti: «Da non rossonera sono comunque felice di questa sentenza»

Matthias Pfaender

Numero tre di Via Turati, ore 19. Ora e luogo del raduno delle rappresentanze unite del tifo rossonero. Una trentina scarsa di persone, nel nome di migliaia di supporter milanisti, sono convenute ieri sera sul marciapiede di fronte alla sede della loro squadra per testimoniare la loro fede ed aspettare tutti insieme la sentenza d’appello di Calciopoli. Indossano tutti una maglietta griffata «Brigate rossonere» e recante la scritta «Giù le mani dal nostro Milan». La stessa frase che campeggia su di uno striscione di trenta metri che hanno srotolato, la stessa frase che ripetono e ripetono nei loro cori.
«Ci aspettiamo, e pretendiamo, un’assoluzione piena» afferma «Il Barone», all’anagrafe Giancarlo Capelli, capo indiscusso della curva del Milan. «Siamo qui per dare il nostro appoggio alla società - continua - e per dire che la società in tutta questa storia non c’entra niente».
Passano le ore in Via Turati. Da una parte i tifosi, dall’altra i giornalisti, in mezzo i poliziotti. Tutti ad aspettare quello che potrebbe essere l’ultimo atto di una estate calcistica che certo passerà alla storia.
Ore 21, arrivano le sentenze: il Milan viene penalizzato di trenta punti nella scorsa stagione e di otto nel prossimo campionato, più una squalifica di una giornata per il campo di San Siro. Uno sconto di pena notevole, che permetterà al club di giocare i preliminari di Champions, di coltivare la possibilità di recuperare lo svantaggio e vincere lo scudetto.
Ma ai supporter del diavolo rossonero questo non basta: «Così si colpisce la parte più pura del calcio, i tifosi» commenta a caldo un ragazzo. «Cosa vuol dire squalificare il campo? Cosa c’entra con le accuse?» gli fa eco un collega «brigatista». «Noi non siamo venuti qui per ottenere uno sconticino» urla un tifoso. E tutti insieme intonano un ennesimo coro: «La nostra lotta, sarà più dura, contro le ingiustizie, della procura!». Dopo qualche minuti scende in strada Galliani, che si porta dentro i cancelli i tifosi per arringarli e spiegare loro la posizione della società. «Non dovete preoccuparvi, recupereremo all'Inter gli otto punti di penalizzazione prima di dicembre. Stiamo già richiamando i giocatori dalle ferie per iniziare la preparazione per i preliminari di Champions e stiamo già contattando Ancelotti a Milanello per decidere il programma. Da tifoso vi dico di stare tranquilli» ha detto Galliani ai capi curva.
Non troppo dissimili dai sentimenti degli ultras le reazioni dei vip milanisti: «Resta un’ingiustizia a carico del Milan, ridotta, ma pur sempre ingiustizia» commenta Maurizio Lupi, di Forza Italia, presidente del Milan club Montecitorio. «Da tifoso sono moderatamente soddisfatto, perchè potremo fare i preliminari di Champions. Insomma una mezza vittoria» commenta Roberto Maroni. «Rimango convinto di ciò che pensavo ancor prima della prima sentenza - dichiara Giovanni Terzi, assessore allo sport e tempo libero -: che le responsabilità in tutta questa vicenda sono personali, e che non devono essere scaricate sulle società». «Anche se non sono milanista, da milanese sono felicissima perché in qualche modo questo avrà delle ricadute positive sulla città di Milano». È il commento del sindaco Letizia Moratti, unica voce, in un universo di giuristi improvvisati, che si astiene dal dare giudizi di merito sulla sentenza.