Delusione per Zaccheo: la vittoria può attendere

Il sindaco uscente costretto allo spareggio per pochi voti

Un po’ di amaro in bocca nel centrodestra a Latina c’è, non c’è dubbio. In una città storicamente «nera», andare al ballottaggio per Vincenzo Zaccheo è un mezzo stop. Anche se con i suoi 39.135 voti (49,4 per cento) l’impressione è che il ballottaggio contro il candidato dell’Unione Maurizio Mansutti (18.006 voti, 22,7 per cento) sarà poco più di una formalità. «Sul mio risultato finale sono sereno e fiducioso - dice Zaccheo - il responso del voto segnala un successo della coalizione di governo, tanto più significativo se messo in relazione al difficile contesto in cui si è svolta la campagna elettorale, dove i veleni hanno fatto premio sul civile confronto, la serenità d’analisi sui programmi». Lunedì Zaccheo si diceva pronto già da ieri a riprendere il suo lavoro, ora dovrà aspettare altre due settimane per proseguire «nel processo di modernizzazione avviato, nel solco del rinnovamento della politica, della stabilità, della governabilità e del ritrovato protagonismo dei partiti. Abbiamo rinnovato un patto con la nostra comunità. Onorarlo sarà impegno costante della nostra amministrazione».
Dall’altra parte, esulta il centrosinistra, che non sperava certo nello «spareggio». Claudio Moscardelli, membro del coordinamento dell’Ulivo alla Regione Lazio e leader della Margherita di Latina, parla addirittura di «ballottaggio storico nel Comune di Latina, tradizionale roccaforte nazionale della destra che, per la prima volta in questi 14 anni di governo nel capoluogo pontino, trema». «Adesso - dice Moscardelli - inizia un’altra partita: i cittadini possono trovare in Mansutti colui che raccoglie il testimone di oltre il 50 per cento degli elettori di Latina che hanno bocciato Zaccheo e colui che rappresenta la voglia di cambiare che c’è a Latina».