«Deluso dal leggenDario» Lettera aperta di un ex elettore del Pd

Caro direttore,
le sarò molto grato se vorrà dare spazio sul suo quotidiano, per portarla a conoscenza dei suoi lettori, alla lettera che un elettore deluso e amareggiato ha inviato al suo ex partito di riferimento, il Pd appunto. Ecco di seguito il testo.
«Siamo, io e la mia famiglia, elettori del Pd. O, per meglio dire, lo eravamo fino all’altra sera, fino a quando cioè abbiamo appreso, rimanendone francamente sconcertati, dell'ormai famigerata domanda in oggetto, rivolta dall'onorevole Franceschini ai suoi elettori, o presunti tali, durante una manifestazione elettorale: consideriamo le parole del Segretario meschine e miserevoli; esse denotano una riprovevole e preoccupante caduta di stile, tipica di chi è disperato e non sa più a cosa aggrapparsi per recuperare qualche consenso dei tanti perduti (ci scusiamo con l'onorevole Franceschini, ma è esattamente ciò che pensiamo noi e, le assicuriamo, non soltanto noi). Comprendiamo e condividiamo del tutto l'indignazione di tutti i figli del presidente del Consiglio a fronte delle parole di Franceschini, che a nostro avviso sono gratuitamente diffamatorie e offensive anche nei loro riguardi. Giudichiamo davvero imbarazzante e patetica, per la sua palese inutilità, l'insistenza del segretario nel tentare di convincerli di essere stato frainteso: l'affermazione implicita contenuta nella sua domanda è chiara e inequivocabile. Siamo profondamente delusi dal Pd e dal suo segretario politico (per fortuna del Pd solo a termine,come sembra); non avremmo mai immaginato, da elettori convinti che credono in un ideale, che il nostro ormai ex partito di riferimento e il suo massimo dirigente arrivassero a tanto: usare e sfruttare, cioè, il gossip e, fatto molto più grave, una vicenda familiare e, in quanto tale, strettamente privata a fini meramente politici, in ciò spalleggiati dalla stampa (vedi Repubblica e l'Unità, che eviteremo in futuro di leggere) di una parte politica nella quale non ci riconosciamo più. Non è così che si fa politica seria nell'interesse del Paese e non è così che si acquisiscono consensi: è vero esattamente il contrario.

Le confesso che ho un dubbio, caro signor Martini. Davvero lei è un elettore del Pd? Se è così la invito a ripensare il suo gesto. In fondo non dovrebbe esserle difficile ingoiare anche questo rospo, con tutto quello che ha dovuto ingoiare negli ultimi tempi: dalle 103 poltrone del governo Prodi all’elezione bulgara del leggenDario, dai ministri che scendevano in piazza contro il loro premier alle mariannemadia portate in Parlamento su una carrozza speciale, dall’abbraccio mortale fra Veltroni e Di Pietro ai binari morti del triste viaggio in treno organizzato per l’ultima campagna elettorale... Ha assistito alla grande adunata dei candidati diventare una platea desolantemente vuota, ha visto i dirigenti del partito contestare il medesimo partito dal palco della festa dell’Unità e poi ha letto per mesi le dichiarazioni dei colonnelli, che sembrano non avere altra occupazione che farsi la guerra, l’un contro l’altro armato, sottobanco e sopra i giornali. Eh sì, povero Martini, ne ha sopportate davvero di tutti i colori: e allora non potrebbe sopportare anche l’ultimo autogol del segreDario? Suvvia, non sia cattivo: se lei davvero è un elettore pentito del Pd, sostenga Franceschini. È il modo migliore per danneggiare il suo ex partito. E se invece lei è un elettore del centrodestra mascherato, be’, mi lasci dire che è proprio un ingrato: perché infierire così sul leggenDario? Con tutto quello che lui sta facendo per lei?