Delvecchio-Novellino Maxilite alla Samp

nostro inviato a Milanello
Un attimo di respiro, solo un attimo prima della battaglia dell’Old Trafford. La partita di martedì contro il Manchester condiziona Carlo Ancelotti nella scelta degli uomini che questa sera al Meazza affronteranno il Cagliari. Oltre a Dida, ancora infortunato e per il quale martedì si deciderà all’ultimo momento; con Maldini, Nesta, Inzaghi e Serginho a leccarsi le ferite, anche Kakà, Gilardino e Pirlo non saranno nell’undici titolare contro «un’avversaria che ha bisogno di punti, è molto bene organizzata e sfrutta il contropiede». Parole del tecnico rossonero che attribuisce gli ottimi risultati nell’ultimo periodo all’impegno della squadra: «Abbiamo recuperato molti giocatori, ma la cosa più importante è stata la volontà del gruppo e di tutto l’ambiente di risolvere i problemi. Questa stagione era iniziata male, non per colpa nostra e poteva finire anche peggio. Se c’è stato un cambiamento di rotta è stata determinante la voglia dei giocatori di essere protagonisti anche quest’anno. Comunque vada a finire, questa squadra va ringraziata».
Turn over dunque col Cagliari e sul Manchester Ancelotti fa la battuta: «L’Italia non tiferà Milan a Manchester. È un’utopia, prevarrà la rivalità sportiva. Quanto a Ronaldo, che è stato sempre determinante nelle partite in cui ha giocato con 5 gol e parecchi assist, se vorrà venire a Manchester sarà il benvenuto. Lui, Grimi e Borriello che non sono nella lista europea, se hanno piacere, vengano pure altrimenti rimangono qui a lavorare per migliorare la condizione». Avanti allora con le battute. Su Kakà e sulla sua voglia di restare in rossonero: «Kakà rimane al Milan finché il Milan decide di tenerlo, nel momento in cui il Milan scegliesse di cederlo, lui dovrebbe accettare. Fino al 2011 è il Milan che decide. È giusto che il contratto venga rinnovato a stagione in corso per un calciatore, che è un bene, un valore della società, al contrario dell’allenatore». E poi sul suo contratto in scadenza nel 2008: «Non è vero che Berlusconi non è contento del gioco del Milan. Ci sentiamo spesso. Nel finale di qualche partita abbiamo però lasciato a desiderare nella gestione del gioco. Ha ragione Galliani quando dice che per il contratto dell’allenatore non c’è fretta».
Un sorriso anche sull’Inter e sullo sgambetto della Roma: «L’Inter ha fatto così bene che può permettersi il lusso di perdere una partita. Tanto non cambierà niente e vincerà meritatamente lo scudetto. Nelle ultime due partite la Roma ha fatto qualcosa di straordinario, ha reagito alla grande alla batosta col Manchester. Segno che la Roma è una squadra matura e ha dimostrato di avere gli attributi». Un occhio anche alla delusione di Europa 2012. «È evidente che il peso della vittoria mondiale era quello di una piuma. Era una vetrina molto importante, avevamo bisogno di una competizione del genere per migliorare le cose e gli stadi. Rischiamo di tornare indietro. Bisogna trovare il colpevole e io sono vicino a scoprirlo. Gli arbitri sospesi? non hanno preso soldi, pensavano solo alla carriera». E da Galliani arriva una brutta notizia: «Ronaldinho resterà a Barcellona, per noi è irraggiungibile».