Democratici nel caos Penati manovra la "rottamazione giovane"

Nuove adesioni al fronte dei "ribelli": sono già 138 fra politici e amministratori. E la discesa in campo di Onida e Boeri incombe
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Primarie per scegliere i parlamentari? Franco Mirabelli, consigliere regionale e membro della direzione nazionale del Pd, si trattiene a stento: «Abbiamo difficoltà a ripartire e chiuderci in discorsi autoreferenziali non aiuta. Forse è bene che ci ricordiamo che per scegliere i parlamentari bisogna prima avere i voti». Niente contro il sistema delle primarie, assicura Mirabelli, ma in questo momento «così ci parliamo addosso».
Il fronte delle primarie intanto cresce, è sempre più agguerrito e tenterà di capovolgere l’ordine del giorno dell’assemblea provinciale del Pd che si riunisce questo pomeriggio. Tra i nuovi sostenitori l’ex ministro Barbara Pollastrini, il coordinatore cittadino Francesco la Forgia e il “rottamatore” Giuseppe Civati. Le adesioni al progetto «primarie per tutti senza alcuna deroga» sono arrivate a quota 138 tra amministratori pubblici e dirigenti di partito. Tra i firmatari, numerosi sindaci dell’area metropolitana milanese e, tra i dirigenti del Pd, Arianna Cavicchioli, Augusto Schieppati, Roberto Caputo e Gabriele Messina, che si è dimesso dalla segreteria provinciale.
A muovere i giochi da dietro le quinte è il Masaniello di Sesto San Giovanni, Filippo Penati, in cerca di riscatto e visibilità politica dopo la batosta Pisapia. L’ex capo della segreteria di Pierluigi Bersani ha trovato un emulo, che come lui ha lasciato gli incarichi dopo la sconfitta di Stefano Boeri. Il nuovo addio arriva da Gabriele Messina, tesoriere e responsabile della campagna elettorale di Boeri per conto del Pd. «Non voglio scaricare le responsabilità su altri, ma il Pd non si trova in una fase politica semplice e bisogna avere il coraggio di fare scelte di rottura» spiega Messina, che è subito saltato sul treno delle primarie per il Parlamento.
Al momento non sembra che altri abbiano intenzione di imitarlo. «Capisco l’amarezza di Messina: è stato il responsabile delle primarie del Pd, insieme alla segreteria ne ha definito la strategia in prima persona e ne ha curato la gestione. Rispetto la sua scelta ma non posso condividerla» fa sapere il coordinatore metropolitano Roberto Cornelli attraverso il sito Affaritaliani. A botta calda, subito dopo la vittoria, anche Cornelli e La Forgia avevano parlato di dimissioni ma l’ipotesi è velocemente rientrata.
All’ordine del giorno del Pd anche il caso delle liste civiche, che potrebbero mangiarsi quel che resta del partito. «Una va bene, quella di Pisapia, le altre vedremo...», osserva Mirabelli. Resta da definire il ruolo di Valerio Onida e di Stefano Boeri: nessuno dei due vuole appendere la candidatura al chiodo.