Il «democratico progressista» inventato dal Professore

A Washington, dalla Camera dei rappresentanti, è stata «bocciata con 400 voti contro 3» una mozione che chiedeva l’immediato ritiro dall’Irak delle truppe americane. Il verificarsi di tale unanime bocciatura proprio su di un problema di vitale importanza, è l’ineguagliabile forza costruttiva e decisionale delle vere democrazie, quando maggioranza e minoranza siano pressoché totalmente di matrice liberale, ed elette direttamente dal popolo sovrano. Perciò il socialista tedesco Schröder, nell’interesse del proprio Paese, piuttosto di proporsi in un governo con i comunisti, ha preferito ritirarsi a vita privata.
Ben altrimenti, invece Romano Prodi in combutta con i comunisti nostrani, costi quello che costi all’Italia, si è addirittura inventato il «democratico progressista», al fine di potere meglio confondere certe fragili menti della nostra opinione pubblica.