Democrazia sotto attacco: a luci rosse

Attacco alla democrazia: spiavano la velina Giorgia Palmas. In effetti c'è da far tremare le fondamenta della Repubblica. Ma che cosa avranno spiato della bella Giorgia questi pericolosi 007? L'ultimo bacio col centravanti dell'Atalanta? Una relazione pericolosa col Gabibbo? L'anticipazione sulla consegna del prossimo Tapiro? Tutte cose, non c'è dubbio, capaci di mettere in ginocchio il nostro Paese. «Devastanti», dice Rutelli. «Inquietanti e sconcertanti», ribadisce Fassino. Si capisce: chissà cosa avranno scoperto sulla velina. Ammesso che, fra sexy calendari e stacchetti in minigonna, ci sia ancora qualcosa da scoprire.
Ma che ci volete fare? Oggi l'indignazione è d'obbligo. La parola d'ordine è: complotto. Romano Prodi si preoccupa, dice che è stata tutta una manovra orchestrata da quelli che lo volevano fermare. Sicuro: volevano fermare lui, e poi anche Del Piero e Totti. L'unico dubbio è: ma volevano fermarli marcandoli a uomo o a zona? E per difendersi da questi bruti, allora, che cosa bisogna fare? Chiedere aiuto a Lippi, Zaccheroni o Guidolin? Cosa sarà meglio? Un contropiede? Un dribbling? Un tunnel? Pare che il controspionaggio abbia già chiesto un consiglio al capitano della Roma che in queste circostanze risponde sempre da campione: «Mo' je famo er cucchiaio».
Sicuro: ci vuole il cucchiaio perché il minestrone è già arrivato. Minestrone avvelenato, s'intende. E pericoloso, molto pericoloso per la nostra democrazia. C'erano uno stagista a Udine, un'impiegata a Barcellona Pozzo di Gotto e un altro manipolo di guardoni sparsi per il Paese che anziché leggere, come tutti, Chi, DiPiù o Evatremila, andavano a digitare sui computer del fisco i nomi dei personaggi famosi: da Napolitano alla velina Palmas, da Prodi a Totti, da Del Piero a Fassino, e poi naturalmente Berlusconi con i suoi figli, Piersilvio e Marina, Emilio Fede, il motociclista Loris Capirossi, Sabrina Ferilli, Stefano Ricucci e la defunta Moana Pozzi. Attentato alla democrazia sì, ma postumo. E a luci rosse.
Qualcuno si chiederà forse che bisogno c'era di andare a controllare le dichiarazioni dei redditi dei politici, dal momento che sono già tutte pubbliche. Qualcuno si chiederà che bisogno c'era di giocare ai piccoli hacker con il computer del fisco, quando le stesse informazioni si possono avere regolarmente con una visura catastale, costo: 9 euro al sito internet della Camera di Commercio. Qualcuno poi si chiederà anche perché il ministro Visco ha denunciato questo fatto proprio alla Procura di Milano. E perché dalla Procura di Milano, come al solito, le notizie escono con un loro ordine mai casuale, tanto che ieri sembrava che gli unici a essere spiati fossero Prodi e la moglie Flavia. Considerato che era un giorno nero per la Finanziaria e per l'Unione, a qualcuno verrà persino da pensare che, più che un regista dietro gli spioni, c'è un regista dietro la divulgazione delle notizie sugli spiati.
Ma quando la democrazia è in pericolo, non c'è tempo per farsi queste domande. Piuttosto, le vere domande urgenti sono altre: perché spiavano Ricucci e non la Falchi? Anna se la sarà presa? Emilio Fede va bene: ma le meteorine? Come possono averle dimenticate? E poi: perché andare a disturbare nell'aldilà Moana Pozzi, trascurando Eva Henger e l'immortale Cicciolina? Ma soprattutto: che attentato alla Repubblica si può fare senza un agente segreto che si occupi dello scottante caso Montano-Arcuri? Si possono mettere in pericolo le istituzioni senza spiare gli amorazzi di Elisabetta Canalis? E infine: data la situazione ci vorrà davvero la commissione d'inchiesta, come chiede qualcuno a sinistra? O sarà più utile l'ufficio casting?
Siamo sinceri: questa trama nell'ombra più che la P2, ricorda il Gf6. Grande Fratello sì, ma solo per show. Al posto di Gelli, al massimo scopriremo che c'è Topo Gigio. I servizi deviati? Saranno tutt'al più quelli che fa Elisabetta Gregoraci. Ma non scherziamo: è l'ora della paura. L'attacco alla democrazia è partito: lo confermano nell'ordine Sabrina Ferilli, Moana Pozzi, Loris Capirossi, Emilio Fede, Totti, Del Piero e Giorgia Palmas. Manca Gerry Scotti e poi sembra il cast di Paperissima Sprint. Non c'è niente da ridere, però. Anzi, ha ragione D'Alema: «Bisogna fare piena luce». Sicuro: fare piena luce e diradare le ombre. Così, magari, si vedono meglio certi affascinanti decolleté. In tutta questa vicenda sono l'unica cosa che riesce a turbarci davvero.