Demolita villa di 400 metri quadrati Il proprietario protesta: «Mi uccido»

L’uomo, che aveva costruito nonostante 4 sequestri, ha minacciato di darsi fuoco con della benzina

Ha tentato di opporsi con tutte le sue forze alla demolizione della villa abusiva tirata su in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici. «Mi dovete lasciare in pace, voglio morire». Lo ha urlato per un paio d’ore dal tetto della sua villetta abusiva in costruzione, dov’era salito con una catena al collo e una tanica di benzina, minacciando di darsi fuoco, fino a quando le forze dell’ordine non hanno fatto irruzione nella costruzione, immobilizzandolo. Protagonista della vicenda Nicola C., di circa 50 anni, proprietario di un’abitazione in via di Casalpalocco da buttare giù in base a una ordinanza notificata lo scorso 8 marzo. Nicola C., che è stato successivamente fatto scendere dal tetto e portato via in ambulanza, aveva avviato i lavori di costruzione della casa, ampia 360 metri quadri, nel febbraio scorso, e aveva continuato anche nonostante la notifica di quattro sequestri giudiziari. Ieri mattina, così, due ruspe hanno abbattuto l’armatura della costruzione già pronta per la colata di cemento. «È un atto dovuto - spiega il vicecapo di gabinetto del sindaco, Luca Odevaine - e abbiamo usato la procedura d’urgenza con una demolizione immediata perché la struttura non è condonabile», «Sono episodi che non fanno piacere dal punto di vista umano ma è prioritario il rispetto delle regole - ha commentato il presidente del XIII Municipio Davide Bordoni -. Continueremo a demolire le costruzione abusive come già abbiamo fatto all’Infernetto e all’Idroscalo». Il municipio retto da Bordoni «ha il primato più triste - ha spiegato poi il delegato del sindaco per le politiche del litorale, Paolo Orneli - perché è quello più colpito dall’abusivismo edilizio che è ripreso in modo evidente con i recenti condoni». Dello stesso parere è anche il responsabile per il Territorio Ambiente Urbano di Legambiente Lazio, Mauro Veronesi, secondo cui «alla vigilia del piano regolatore la missione più importante è ripulire l’agro romano dall’abusivismo».