Denis, il lato debole della Donna di ferro

Il first man più famoso del secolo scorso aveva un solo principio «Always present, never there», «sempre presente ma senza farsi notare». Dicevano fosse un uomo pelouche, che avesse due sole passioni, il golf e il gin. La rivista satirica Private Eye gli dedicò per un decennio una rubrica settimanale facendolo passare per un fannullone, un musical Anyone for Denis per un perfetto cretino. Ma a Sir Denis Thatcher, per 52 anni marito della Lady di ferro, piaceva passare un po’ per stupido ma solo per non fare ombra allo moglie. Era invece un abilissimo uomo d’affari, un vero genio del mercato. Un uomo misurato e taciturno, quando taceva. Cioè quasi sempre. Anche perché le rare volte in cui parlava gareggiava in gaffe con un altro celebre consorte: Filippo di Edimburgo. A suo modo era un anticonformista: «Gli impegni ufficiali di Margareth mi annoiano a morte, ma ho un trucco: mi metto un dito nel palato, così se mi addormentò il dolore mi sveglia...». Come pegno d’amore Margareth ha consegnato il suo cognome alla storia, lei che da ragazza faceva Roberts, e ha sempre detto: «Non sarei mai arrivata a Downing Street senza Denis». È morto a 88 anni, nel 2003, e lei che aveva vinto la guerra della Falkland, piegato i minatori, ispirato Reagan e conquistato Gorbaciov è andata in crisi come una ragazzina. La Lady di ferro è diventata fragile come cristallo. Non aveva paura di niente e di nessuno. Tranne che di restare sola.