Denise, gigante che sorride ricarica l’Italia delle nevi

Dietro la Karbon, protagonista delle prime gare, sta crescendo tutta la squadra. Soffre solo suo cugino Fill. Hinnerhofer il nome nuovo in superG

Non è sempre sabato e stavolta, è la prima dall'inizio della stagione, le donne italiane hanno archiviato una gara di coppa del mondo senza podi. Lo slalom di ieri è andato tanto per cambiare a Marlies Schild, che ha battuto Zahrobska e Jelusic, mentre Chiara Costazza è finita 7ª, miglior italiana. Denise Karbon ha chiuso al 28°, cioè penultimo, posto, ma per lei l'obiettivo era solo quello di qualificarsi per la seconda manche, impresa riuscita nonostante il pettorale numero 54. E va bene così.
Va bene perché Denise torna in Italia con la certezza di essere l'attuale numero uno in gigante, la specialità basilare dello sci, quella che lancia ogni grande campione. Sciare bene e forte in gigante significa avere talento, una dote che nessun allenamento può regalare, una dote che lei ha in abbondanza e che finalmente può sfruttare al 100%. Guardarla scendere è un vero piacere: Denise fa sembrare lo sci uno sport semplicissimo, in realtà vi assicuro che far tenere sul ghiaccio alle velocità attuali gli attrezzi aderenti sulla neve e condurli in curva con precisione è davvero un'impresa che richiede sensibilità, coraggio e una bella dose di forza esplosiva, quella che la piccola altoatesina riesce a sprigionare da un fisico davvero minuto. La sua grande forza però sta anche e soprattutto nella testa: «Sorridi e la vita sorriderà a te» è il suo motto, facile da esprimere in questo momento d'oro, ma chi la conosce sa che lei è così anche quando va tutto male. Se la squadra femminile sta andando così forte il merito è in gran parte suo, e non solo per i risultati, ma anche perché lei è una leader positiva che trascina tutte nel buon umore.
Leader positivo un giorno potrebbe diventare anche il giovane e promettente Christoph Innerhofer, il migliore italiano, 11°, nel superG di Lake Louise dove ieri si è rinnovato il duello più atteso della coppa del mondo maschile, quello fra Aksel Lund Svindal e Benjamin Raich, primo e secondo separati da 44/100, davanti a Didier Cuche. La gara di ieri è stata più che altro un lungo test di materiali. Davanti chiaramente sono finiti i numeri uno delle varie aziende, a cui vanno gli sci più veloci. Uniche eccezioni, per la verità poco spiegabili, Bode Miller ed Hermann Maier, che hanno sciato benissimo ma avevano sci non adatti per la neve fredda del Canada. Male, molto male è andato anche Peter Fill, 25° che ha iniziato la stagione in modo poco brillante. Il cugino di Denise Karbon fatica anche perché al momento non è dotato di attrezzi velocissimi. In pratica Peter fa da cavia ad ogni gara e nonostante abbia uno skiman molto bravo, non può fare miracoli. Diamogli quindi tempo, la cocciutaggine è senz'altro una dote che non gli manca e l'esempio di Denise che non ha mai mollato nonostante i mille infortuni lo motiverà. Da martedì Peter e gli altri velocisti saranno di nuovo in pista a Beaver Creek, in Colorado, su una pista vera, spettacolare, ben diversa dallo scivolone di Lake Louise e allora lì, speriamo, oltre ai materiali conterà anche la bravura.