Denise: «Sono invincibile ma farò la casalinga»

«Ora vincere sembra facile. La Compagnoni? Lei è un mito»

Non c'è il due senza il tre, la quarta vien da sé… e la quinta è già vinta! Cara Denise Karbon, vogliamo andare avanti con le filastrocche tanto care ad Alberto Tomba?
«La quarta vien da sé si fa per dire, è stata la vittoria più difficile finora, la pista davvero non era adatta alle mie caratteristiche, con quel lungo piano iniziale… Quanto alla quinta, che si correrà sabato prossimo a Maribor, bé, lì la parte iniziale della pista è ancora più piatta di quella di Spindleruv, inoltre la neve è spesso molle perché si scia a bassa quota, ma partirò ancora per vincere, questo è certo».
Intanto la striscia record si allunga. La coppa di gigante sembra cosa fatta, ormai. Il successo porta nuove motivazioni. Quali sono ora le sue?
«Cosa posso chiedere di più? Di continuare così e lavorare per migliorare dove non sono ancora la migliore, i piani ad esempio».
160 centimetri per 59 chili. Un fisico mini in mezzo a tanti giganti…
«Io sto bene così, non faccio fatica, mi sono preparata bene d'estate… certo non potrei pensare di sciare come la Paerson, solo di potenza, ma in fondo non credo che nello sci il fisico sia tutto, contano anche la tecnica e la testa. Io cerco di sfruttare al meglio quello che ho».
Vederla sciare fa sembrare tutto così facile… lei come si sente mentre scende fra le porte del gigante?
«Anche a me sembra tutto facile, ogni tanto anzi mi sembra di andare piano, penso che potrei attaccare un po' di più. Ma forse la mia velocità non si vede perché non sbaglio e quindi faccio poco spettacolo».
Roland, il suo amore: un bellissimo ragazzo… e poi?
«E poi è molto simpatico, credo proprio di aver fatto una buona scelta, ma anche lui l'ha fatta buona, no? È un campione di snowboard, ma io sulla tavola non sono mai salita, lui sugli sci invece sì, a fine stagione ci divertiamo assieme, facciamo anche sci alpinismo: l'anno scorso lui aveva il gesso a un braccio, ma io faticavo lo stesso a stargli dietro! E poi arrampichiamo, andiamo con la slitta, sì, ci divertiamo un sacco».
Deborah Compagnoni la ammira molto.
«È un grande onore, perché per me lei resta un mito. Da bambina la guardavo in televisione, ora ricevo i suoi sms dopo le vittorie; è molto carina e simpatica. Ma non paragonatemi a lei, lei vinceva anche in superG e in slalom, era una fuoriclasse, io non sono al suo livello».
Donne oggetto, donne da calendario, donne vincenti… Cosa sono le donne per lei?
«Siamo una forza della natura! Intanto io sono molto orgogliosa che si parli di me perché vinco, e non per altro».
Cuscini ricamati, strudel e pane fatti in casa… in lei quanto è forte l'animo casalingo?
«In futuro mi vedo come una brava casalinga, ma per ora sono felice di avere una mamma che lava, stira, cucina e fa tutto per me, è un grandissimo aiuto. Quando però smetterò di sciare e avrò tempo allora sì, curerò la casa al meglio».
A cosa pensa ogni volta che sta dietro al cancelletto per la manche decisiva?
«Penso: dai, stavolta è la volta giusta, gli faccio vedere quello che ho dentro, tanto non mi può succedere niente… Sì, in questo periodo mi sento davvero invincibile».
E al traguardo quando vede il numero 1?
«Urlo sempre e provo sollievo, gratitudine, soddisfazione, mi sento un’eroina… Ogni volta è bellissimo confermarsi, ma forse la vittoria più bella di tutte è stata la prima di Sölden, quella che ha fatto scattare la molla».
Lo sa che prima o poi le capiterà di perdere?
«Lo so benissimo, ogni volta ci penso e mi dico ok ’sto giro finisce la festa, ma non ho paura di perdere, anche perché so che saprò apprezzare ogni altro risultato che arriverà».
Le dispiace che quest'anno non ci siano appuntamenti con le medaglie?
«Mi dispiace tanto, però c'è la coppetta da vincere e poi ci saranno altre occasioni nei prossimi anni».
Lo sa che molto del merito dei risultati delle donne azzurre è anche suo?
«Grazie. Questa è una cosa che mi fa davvero piacere, vedere le mie compagne che vanno bene e sono contente per me è il massimo, siamo veramente una squadra unita. Sapere di poter essere un esempio, di poter dare la carica alle altre con la mia serenità, con il mio sorriso e con la mia tranquillità mi riempie di gioia».
E oggi lo slalom con il numero 17?
«Che emozione partire col 17! Se penso a dov'ero a inizio stagione, con le ultime… ma lo slalom resta un po' ostico per me, va sempre meglio e ora ci credo un po' di più, ma l'obiettivo resta soprattutto divertirmi».