Denuncia il degrado: indagato consigliere di Fi

I fondi dei privati servono a finanziare l’esibizione del comico Paolo Rossi

da Bologna

Lorenzo Tomassini, consigliere comunale di Forza Italia a Bologna, è indagato per aver reso noto il degrado di Villa Salus, una struttura del Comune per il ricovero degli immigrati. Tomassini ha ricevuto la comunicazione di «chiusura delle indagini» dalla Procura di Bologna. Ne ha dato comunicazione lui stesso: «Questo è il tentativo di sopire ogni forma di opposizione; tanto vale sciogliere questo consiglio comunale».
Sulla vicenda sono state presentate interrogazioni parlamentari da Enzo Raisi (An). Prologo: la giunta nega al consigliere l’accesso agli atti; Tomassini fa ricorso al Tar e ottiene il dossier. Dallo scambio di e-mail tra l’Altercoop, la cooperativa che gestisce Villa Salus, e il Comune emerge il pericolo che gli ospiti restino folgorati (visto che le gettoniere delle lavatrici sono perennemente scassinate), trovino escrementi nei corridoi, condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza da brivido. Ma quelle mail «dovevano rimanere segrete». Il consigliere di Fi è accusato di divulgazione di segreti d’ufficio. Rischia una condanna da sei mesi a tre anni e l’interdizione dall’attività politica.
Nelle settimane scorse, un cronista di Repubblica si è visto perquisire postazione redazionale, casa e auto dagli agenti in cerca di eventuali documenti passati da Tomassini. «Rivendico il mio diritto di dire ai cittadini come sono spesi i loro soldi» attacca il consigliere e annuncia di voler rinunciare alla sospensione condizionale della pena in caso di condanna.
Sullo scandalo promette: «Presenterò un esposto alla Procura, come ha fatto Cofferati con me». A tirare in ballo direttamente il sindaco Sergio Cofferati è stato l’assessore agli Affari Istituzionali ed ex giudice Libero Mancuso: «Nessuna intimidazione. Forse Tomassini non lo sa, ma il sindaco, come ufficiale di governo, ha l’obbligo di legge di segnalare le violazioni di un consigliere». Ma Tomassini non si arrende: «Qui la democrazia è in pericolo».
pierangelo.maurizio@alice.it