LA DENUNCIA DELL’ISPRA

La cartografia geologica dell’Italia è ferma a quota 225 fogli, che coprono solo il 40-45% del territorio del Paese. Resta un 60% dello Stivale scoperto da questa mappatura fondamentale per prevenire i rischi idrogeologici, per contribuire alla redazione della mappatura del rischio sismico, ma anche per tutelare le risorse della terra, difenderle e farne una leva di sviluppo ecocompatibile. A lanciare l’allarme dal settimo congresso Eurogeo in corso a Bologna sono l’Ispra e il Consiglio nazionale dei geologi, che oggi hanno tenuto una conferenza stampa in Regione. Il progetto di mappattura geologica del Paese ha ottenuto dalla fine dagli anni Ottanta ad oggi circa 81 milioni di finanziamento dallo Stato, cui si aggiungono 100 milioni di cofinanziamento delle Regioni, ma ora le risorse scarseggiano e i geologi sono costretti a rallentare, quasi a fermarsi. La classifica parla chiaro: tra le Regioni meglio mappate ci sono l’Emilia Romagna e parte della Campania, ma la carta nel suo complesso appare di fatto un colabrodo.