La denuncia: «Esclusi dai soccorsi a causa delle ronde»

Nei giorni del dolore e della mobilitazione, accade anche che volontari pronti a partire per l’Aquila siano bloccati per ripicca. Almeno è quello che denuncia Costanzo Di Paolo, responsabile dei volontari di protezione civile Valle Aniene, un’associazione con 21 anni di esperienza e 7mila interventi effettuati. «La colonna degli aiuti, pronta a partire già alle 9 del 6 aprile, a sole cinque ore dal sisma, non ha mai avuto via libera dalla sala operativa regionale di protezione civile», denuncia Di Paolo, che chiede «un chiarimento» e l’avvio «di una indagine regionale» al presidente della Regione Piero Marrazzo. Da autorevoli onorevoli regionali Di Paolo avrebbe saputo in via ufficiosa che lo stop sarebbe arrivato «semplicemente per antipatia personale nei miei confronti determinata dalla mia recente proposta di utilizzare la struttura per pattugliare il territorio in relazione all’emergenza sicurezza esplosa tempo fa a Guidonia e dintorni». Alla lettera, inviata a Marrazzo e al capo della protezione civile nazionale Guido Bertolaso, Di Paolo ha allegato i due fax con cui venivano messi a disposizione 20 volontari, una struttura di 40mila metri quadri presso l’uscita autostradale dell’Aquila ovest oltre a numerose attrezzature.
Emergenza nelle scuole. Nel frattempo il sisma ha lasciato una scia di preoccupazioni per la stabilità degli edifici scolastici. Ieri, giorno di rientro per gli scolari di elementari e medie, si sono succedute verifiche a tappeto nelle scuole di Roma e Provincia da parte dei vigili del Fuoco. Una ventina gli istitui visionati di Roma. Alla Alberto Manzi al Pigneto e alla Cairoli nel XVII municipio si è resa necessaria la chiusura di alcune aule perché risultate inagibili o per espletare verifiche ulteriori. Alla Giovan Battista Vico chiusa la palestra per lesioni alle travi portanti e anche la mensa sottostante: i bambini hanno mangiato in classe panini e frutta. Ma i genitori non sono tranquilli e chiedono che al più presto vengano fatte ulteriori verifiche e gli interventi necessari. Mille invece gli interventi effettuati dal 6 aprile a oggi per controllare la stabilità di edifici privati e pubblici.
Ospitalità agli scolari abruzzesi. Sono centinaia gli studenti delle scuole dell’Abruzzo che potrebbero essere ospitati negli istituti della capitale. Tra i primi istituti che hanno fatto proposte in tal senso, alcune elementari e medie di Tor Tre Teste. «Potremmo ospitare cinque bambini per ogni classe e mettere a loro disposizione anche i nostri servizi mensa. Per il pernottamento, alcune famiglie sono disponibili ad accogliere i bambini, decideremo poi con il VII Municipio i dettagli», ha detto il preside Enzo Labasi, dirigente del plesso di quattro scuole nel quartiere. Tante anche le scuole private che già ospitano i bambini sfollati dopo le richieste di famiglie di alunni abruzzesi, trasferiti nella Capitale, che chiedono la possibilità di far frequentare ai figli le scuole romane. «Potremmo anche individuare a Roma e nel Lazio scuole polo per gli studenti sfollati», ha detto l’assessore regionale all’Istruzione Silvia Costa.
Sant’Andrea, tutto ok. Infine i beni architettonici. Dopo il sopralluogo di ieri da parte di un funzionario della soprintendenza architettonica di Roma, è stata riaperta al pubblico la chiesa di Sant’Andrea al Quirinale, chiusa martedì per la caduta di alcuni stucchi dovuta alle scosse di terremoto sentite anche nella capitale nei giorni scorsi.
Il premio di Alemanno. Infine il sindaco Gianni Alemanno ha annunciato che il Campidoglio premierà le tre persone che si sono distinte di più nei soccorsi prestati in Abruzzo, tra i vigili del fuoco, i vigili urbani e la protezione civile.