La denuncia I produttori: con un clic ci rubano 250 milioni l’anno

Un caso tra i tanti. «Le avventure del Topino Desperaux», nuovo cartoon Universal, sarà presentato alla stampa martedì, in versione originale sottotitolata per evitare che qualche «giornalista» pirateggi in anticipo sull’uscita. Tuttavia basta andare sul sito www.vedogratis.org per trovare in «streaming», cioè spingendo un tasto, il film doppiato in italiano. Com'è possibile? Richard Borg, capo della Universal Italia, sa da dove arriva la copia ma non può dirlo. «Sono siti sotto inchiesta ma prima di ottenere un sequestro passa del tempo. Va già bene non ritrovarsi il film in rete prima che esca. Il problema è doppio: dove prendono il materiale e come combatterli legalmente. Rispetto al fatturato potenziale di un film la pirateria incide per un 30%». In effetti fa impressione: si clicca sulle locandine, si accende una luce verde e i film partono. Anche recenti. «Io & Marley», «The International», «007. Quantum of Solace», «Australia», «Madagascar 2»...
Per Riccardo Tozzi, presidente dei produttori, «un danno enorme e crescente, in fase di crisi devastante, e lo streaming è il colpo di grazia». Tozzi valuta sui 250 milioni di euro il danno rispetto all’incasso totale delle sale, ogni anno circa 600 milioni. «La pirateria on line attacca la sala, l’home video, la pay tv, tutto. Servono misure radicali, alla Sarkozy. Due “warning”, poi ti disconnetto. In America ha funzionato. Ma bisogna convincere i provider adsl e i server; e sconfiggere il cretinismo ideologico ancora diffuso a sinistra. Non sono ragazzate, la pirateria sta piegando un’industria». Ne è convinto Osvaldo De Santis, della Fox. «È come se tutti i giorni un ladro aprisse la nostra cassaforte e portasse via dei soldi. Un danno che influisce sugli investimenti. Senza una legge “convincente” che permetta di oscurare i siti dietro denuncia degli aventi diritto, non si va da nessuna parte. Se rubi un pacco di pasta al supermercato ti denunciano, se lo fai coi film non succede niente. Le pare giusto?».