La denuncia di Letizia Moratti: "Sulla sicurezza il governo Prodi ha preso in giro tutti"

Il sindaco di Milano accusa il centrosinistra dopo il dietrofront sul decreto: "Veltroni parla di lotta al crimine ma i suoi alleati lo smentiscono. Il loro buonismo assurdo danneggia la gente perbene"

da Milano

«È scandaloso. Una vergogna. La sinistra non è proprio in grado di dare ai cittadini la benché minima risposta sulla lotta al crimine». Il governo fa dietrofront: niente espulsioni e l’annuncio che non convertirà in legge il «pacchetto sicurezza». E da Milano il sindaco Letizia Moratti fa fuoco e fiamme. Lei che lo scorso marzo, fatto inusuale per un primo cittadino, aveva portato in piazza 30mila cittadini per chiedere più leggi contro la criminalità. Nessuna candidatura in vista. Almeno lei non si presenterà alle elezioni. Ha detto che continuerà a fare il sindaco, porterà a termine il suo impegno. Anche per questo le sue parole sono ancor più pesanti.
Sindaco Moratti, da quella manifestazione è passato quasi un anno.
«E il governo di centrosinistra ci ha solo preso in giro. Me, chi ha creduto nelle trattative e tutti i sindaci: di destra, di sinistra. Tutti».
Addirittura presa in giro?
«La sinistra è sempre vittima di un buonismo assurdo che alla fine danneggia le persone per bene. E, soprattutto, i più deboli. Incredibile che siano proprio loro a non capirlo. Ma come fanno a non vedere che sono questi i drammi che gli italiani sentono sulla propria pelle?».
E la destra?
«Ha un’altra sensibilità. Si è sempre occupata di questi problemi».
Il governo ha varato un decreto legge. Anzi due.
«In tutta fretta. Sull’onda dell’emergenza e dell’emozione per la morte a Roma della povera Giovanna Reggiani violentata e massacrata da un rom. Non si affrontano così problemi gravi».
Possibile che alla sinistra non importi la sicurezza dei cittadini?
«È grave che pesino le divisioni, l’opposizione della fazione più radicale. Il decreto che cade è una sconfitta per il governo. Ma, purtroppo, soprattutto per la gente. Per chi non si sente sicuro in casa, per strada, in metropolitana, alla stazione».
Il Viminale dice che i reati sono in diminuzione.
«Un trionfalismo davvero ingiustificato. Se è vero che la macrocriminalità forse arretra, è altrettanto vero che aumenta la micro. Che poi micro non è, perché è quella che incide sulla vita quotidiana: furti, truffe, rapine, droga, prostituzione».
Lei che cosa chiede?
«Non sono io a chiedere, ma tutti i sindaci. Avevamo stilato un patto con il governo che non è stato rispettato: più polizia, allontanamento di stranieri e nomadi, protezione di minori e soggetti deboli, lotta a degrado sociale e urbano, prostituzione, droga, abusivismo nella case popolari».
Com’è andata.
«Abbiamo chiesto un decreto, hanno diviso tutto in cinque disegni di legge. Di quelli che si perdono negli iter burocratici, come è successo con quello per la violenza sulle donne. Sparito, se ne sa qualcosa?».
E i disegni di legge?
«Via via depotenziati. Rimane qualcosa su contraffazione e abusivismo. Praticamente niente. E dopo la morte della signora Reggiani, fu proprio il sindaco di Roma Walter Veltroni a chiedere misure per le espulsioni urgenti e lotta alla delinquenza».
E infatti nel suo programma la sicurezza sembra avere un ruolo decisivo.
«Ma il governo della sua stessa parte politica lo smentisce non convertendo il decreto in legge. Allora o Veltroni non ci dice la verità, oppure non è in grado di imporre quello che pensa alle forze che lo appoggiano».
Letizia Moratti cosa farà?
«Ripresenterò tutte le proposte. Io non mollo».
E gli altri sindaci?
«A parole sono tutti con i cittadini. Poi le convenienze politiche convincono quelli di sinistra a farsi più prudenti nella critica al loro governo. Io non sono certo tra questi».
Come andrà a finire?
«Che non avremo certo da Prodi i poteri di cui abbiamo bisogno. Quanto tempo perso in riunioni, tavoli, trattative inutili. E adesso con il decreto decaduto rischiamo anche di veder tornare quei pochi irregolari che siamo riusciti ad espellere in questi mesi».
Appena 400 in tutta Italia ha contato il vicesindaco Riccardo De Corato.
«E il problema è il futuro. Ora non potremo nemmeno più mandarli via. A Milano sono stati individuati centinaia di stranieri senza casa e lavoro. Ma non sarà più possibile fare niente».
Riporterà i milanesi in piazza?
«Verifico la mancata volontà di questo governo e delle forze di centrosinistra che lo appoggiano di risolvere il problema. Non solo, ma di realizzare il benché minimo progetto. E quindi credo che la campagna elettorale di chi non è stato responsabile di questa presa in giro di sindaci e cittadini, debba proprio puntare sulla sicurezza. Un tema decisivo. E non a parole».