Denunciata per aver osato criticare i semafori intelligenti di corso Italia

Stefania Antonetti

L'alternanza dei colori dei semafori di corso Italia, diventa l'«oggetto» del contendere tra una pattuglia di vigili urbani e una settantenne energica signora di Nervi che per l'osservazione «incassa» una denuncia. È quanto racconta Rosa Maria Roggero, ferma davanti a uno dei tanti semafori del lungomare cittadino, accusa - anche in modo abbastanza animato - la mancata sincronizzazione delle «lanterne semaforiche» ai vigili che vede passare. È l'inizio di agosto e la signora come ogni mattina prende l'auto parcheggiata a Puntavagno e si dirige a Borgoratti dove l'aspettano i suoi due nipotini. In coda mentre aspetta che scatti il verde, nota una macchina della polizia municipale; scende e si avvicina ai due vigili facendo osservare che gran parte dell'attesa lungo quel tratto è proprio causata dal protrarsi del semaforo rosso, nonché dalla poca coordinazione tra gli stessi. Del resto i calcoli sono il suo pane quotidiano essendo stata insegnante di matematica e fisica. I vigili rispondono che purtroppo non possono farci nulla, se mai sarebbe il caso di rivolgersi direttamente al reparto generale.
Ma la signora, che ha già provato in questo senso senza ottenere nulla, neanche un appuntamento, incalza - anche abbastanza animatamente - ribadendo che dovrebbero essere proprio i vigili il tramite tra cittadini e autorità per questo tipo di problematiche. Sicuramente più irritata, Rosa Maria torna in macchina e riparte. Si accorge presto però che la pattuglia l'ha seguita, e a pochi metri dallo stesso semaforo una paletta la invita a fermarsi. A trattenerla sono proprio i due vigili di prima. L'ira diventa incontenibile e anche il fiume di parole che «sgorga» dalla bocca. «Non nego: non sono stata carina quando mi hanno fermata - spiega - ma mi sono sentita presa in giro. Ho detto cose sicuramente poco piacevoli, ma alla mia età avrò pure il diritto di difendermi. Ho detto semplicemente ciò che penso». A nulla è servito poi l'intervento di due carabinieri fermati dalla stessa Roggero. Insomma, la signora ha portato via oltre la rabbia dell'episodio anche una denuncia di cui all’articolo 336 del codice penale, per minaccia a pubblico ufficiale. Evidentemente quella mattina in corso Italia i vigili non hanno gradito l'«esuberanza» della signora. «Il mio obiettivo era e rimane uno solo, ossia quello di segnalare come la mancata coordinazione dei semafori di corso Italia è spesso causa di code, inutili attese, spreco di benzina. E' vero anche che la calma è la virtù dei forti, ma è anche vero che le cose che non vanno meritano di essere segnalate e se nessuno ascolta, a mio avviso, si può anche "alzare" la voce».