Denunciato dagli amici Victor: l'ho uccisa, ero fatto di alcol e droga

Dopo la confessione di Victor Diaz
Silva, le indagini della polizia spagnola sull’omicidio di
Federica Squarise puntano a ricostruire la dinamica del delitto
e ad accertare eventuali complicità

Lloret de Mar - Un mix micidiale di alcol e droghe: era "fatto", anzi "strafatto" Victor Diaz Silva, "el gordo", quella notte del 30 giugno quando, insieme a Federica e ad un gruppo di ragazzi, trascorse la serata in un paio di locali di Lloret de Mar, tra musica e divertimento, conclusa tragicamente per la ventitrenne ragazza italiana. Ad ammettere questo cocktail esplosivo che lo portò a commettere l' "errore" di uccidere Federica, è stato lo stesso Victor.

La confessione a un amico "Ho ucciso una persona. Un errore può commetterlo chiunque, sai l'alcol, la droga, poi lo mischi con pastiche..'", ha confessato Victor a uno dei ragazzi conosciuti tempo fa alla Costa Brava con cui si era messo in contatto a Tarragona, nel tentativo di avere aiuto per la sua fuga. Con una bibbia in mano, "el gordo" - incensurato e residente in Spagna da quattro anni - si stava confidando con l'amico in un bar kebab quando si è arrivata la polizia, avvisata dagli altri ragazzi. Gli agenti comunque erano già sulle sue tracce: sembra che avessero messo sotto controllo il suo cellulare, che lui accendeva e spegneva a intermittenza.

Insulti all'arrivo in cella Ieri, Victor ha passato la notte in una cella del commissariato di Tarragona. Oggi è stato trasferito a Blanes. Al suo arrivo è stato coperto di insulti. "Figlio di puttana", "bastardo", gli hanno urlato mentre lui - testa rasata, bermuda, ciabatte e maglietta rosa con cui tentava di coprirsi il viso - scendeva dalla volante della polizia ed entrava nel commissariato dei "mossos d'esquadra" (polizia catalana). Nel pomeriggio è arrivato l'avvocato d'ufficio che gli è stato assegnato, ed è stato sottoposto a interrogatorio. Entro 72 ore dal momento dell'arresto, come previsto dalla legge spagnola, Victor verrà messo a disposizione del magistrato incaricata del caso, Maria Jesus Ferrer, che avrà altre 72 ore per convalidare il fermo. Se il magistrato deciderà di incriminarlo formalmente per l'omicidio di Federica, "el gordo" sarà rinchiuso nel carcere di Girona.

"Lo conoscevo, sembrava un bambinone" L'interno 5 del numero 33 di Carrer de Joan Lambert, casa di Victor, è ancora sotto sequestro dopo essere stata perquisita dalla polizia. Dal buco della serratura si intravedono un paio di cornici con fotografie e un divano sfatto. La casa dista appena 500 metri dal parco pubblico dove lunedì è stato trovato il corpo della ragazza italiana. Alcuni vicini negano di conoscerlo."Una volta l'ho incontrato per le scale e basta", dice una signora senza voler aprire la porta. Nell'albergo di fronte, il Mercedes, il direttore lo ricorda come un ragazzo "un po' bambinone". Lo conosceva perché il fratello della ragazza che stava con lui, Marcelo, uruguaiano anche lui, lavorava come cuoco nel hotel da un paio di anni. Ed "el gordo" ogni tanto dava una mano, racconta il direttore del Mercedes, che non nasconde di essere preoccupato per gli effetti negativi che questa tragedia sta avendo sull'affluenza degli italiani a LLoret.

Punti oscuri Quello che era stato definito il "giallo dell'estate" sembra ormai chiudersi. Alcuni punti oscuri, però, rimangono. Ci si interroga su dov'é Victor ha ucciso Federica e dov'é ha tenuto il cadavere fino al suo ritrovamento. Ed anche se sia stato aiutato da qualcuno. Sembra comunque che questa ipotesi - come conferma l'ufficiale di collegamento italiano Raffaele Cionti - sia da escludere.