Depardieu cuoco è una cosa seria

Una buona regola è quella di diffidare di chi esce dal suo orto e si erge a esperto di altri settori, magari solo perché vanno di moda. Proprio per questo non avevo mai badato al libro di Gérard Depardieu nonostante lo abbia tradotto in Italia l’editore Guido Tommasi. Poi è successo che me lo sono ritrovato per le mani, l’ho aperto e letto: La mia cucina è ben scritto e ben fotografato, una sorpresa perché l’attore francese, che sente l’Italia un po’ sua, ha un’anima e riesce a trasferirla nelle pagine. Nette le prime otto parole: «Innanzitutto, sono un uomo che ama il piacere». E ancora: «Il mio scopo è raccontare le storie che si nascondono dietro le ricette. Dare la giusta importanza agli ingredienti, ma anche a coloro che allevano gli animali, che fanno il pane e il formaggio, che coltivano la frutta e curano la vigna. Sono persone che fanno il loro mestiere con fierezza». E con le ricette un grande atto di amore per l’Italia perché «niente è come la sua cucina». Da non perdere.