Depeche Mode, poca emozione

Anche per le somme rockstar - vedansi i tronfi Pink Floyd del dopoWaters - riesce arduo serbare, nei decenni, l’antica grandezza aggiornandosi senza sminuirsi. Figurarsi per i gruppi che furono importanti ma non fondamentali. Come i Depeche Mode, che a questo album commettono echi in presa diretta dagli anni Settanta, e tentativi un po’ velleitari di rapportarsi al tempo d’oggi. Il risultato è un disco tutto sommato piacevole, con momenti di qualche commozione: Peace e ancor più Come back paiono riportare a noi anziani qualche bella vibrazione del tempo che fu, ma anche Wrong riesce a emulsionare con sapiente dosaggio passato e presente. Ma poi ci sono pagine alquanto inani, vedi Spacewalker, e in generale la perizia della band, tra atmosfere dark, suoni quasi perfetti, birignao d’effetto non riesce a tradursi in emozione autentica.