Depistò le indagini su un omicidio, carabiniere rinviato a giudizio

Le telecamere di un pub avevano ripreso il militare mentre, sulla scena del delitto, raccoglieva i bossoli e la cartucce inesplose

Le telecamere all'interno del pub lo avevano ripreso mentre, sulla scena del delitto, raccoglieva i bossoli e la cartucce inesplose, per sviare le indagini. Oggi per Michele Berlingieri, all'epoca dei fatti carabiniere in servizio a Rho (Milano) e arrestato anche per concorso esterno in associazione mafiosa nel maxiblitz del luglio scorso contro le infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia, è arrivato il rinvio a giudizio per favoreggiamento di un omicidio compiuto dal figlio di un presunto boss, il 25 gennaio scorso, in un locale nel Milanese. Dopo una rissa tra un gruppo di italiani e albanesi all'interno del pub «Il Brigante», a Rho, Cristian Bandiera sparò con una pistola e uccise Artim Avrani, 38 anni, albanese. Il gup di Milano Giuseppe Vanore lo ha condannato oggi a 16 anni di reclusione per omicidio. Bandiera è figlio di Gaetano, arrestato nella maxi-operazione «Infinito» del luglio scorso, con 300 arresti. Nell'ordinanza «Infinito» il gip Giuseppe Gennari scrive che il carabiniere Berlingieri «aiutava Bandiera Cristian (figlio di Gaetano, affiliato alla locale di Rho), gravemente indiziato di omicidio ai danni di Avrami Artin a eludere le indagini». Nel provvedimento del gip Gennari, si legge anche che Berlingieri «forniva notizie riservate su indagini in corso e sulle operazioni di polizia portate avanti dalla Compagnia CC di Rho, in tal modo orientando le condotte degli appartenenti al sodalizio criminoso». Il giudice Vanore oggi ha condannato anche quattro albanesi accusati della rissa nel pub, a pene comprese tra i 2 anni e 4 mesi e i 3 anni e 4 mesi, ordinando anche l'espulsione non appena espiata la pena. A processo, invece, assieme al carabiniere, andranno altri due italiani accusati sempre di aver partecipato alla rissa. Il processo è fissato per il prossimo 8 marzo davanti al Tribunale di Rho.