DEPISTAGGI DI SINISTRA

Sono 43 anni che faccio il giornalista e durante tutto questo tempo ho visto passare al setaccio e rivoltare come calzini i servizi segreti italiani. A qualcuno di questi giochi senza frontiere ho partecipato con la febbrile allegria dei giornalisti quando credono di servire polpette avvelenate agli altri e invece le mangiano spesso loro. Quindi la prima reazione di fronte a questo ennesimo torbido attacco al Sismi, che nientemeno avrebbe fornito delle notizie bufala alla Cia per convincere Bush a fare la guerra in Irak, è quella di una noia depressa e profonda. Sì, d’accordo, si potrebbe anche ridere, ma chi ne ha voglia: qui da noi la risata è controllata dalla polizia speciale di Celentano, la satira gira con dei blindati che se non ti scansi in tempo ti riducono un hamburger: l’avanspettacolo lo fanno i soliti giornali noti per questo mestiere, quelli stessi che istituzionalmente, consapevolmente nascondono le notizie sulla storia d’Italia occultata, e che oggi come sempre ne inventano e ne scrivono una nuova, fatta di materiale-fogna.
Qual è il gioco? È evidente: mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sottolinea il fatto che lui era personalmente contrario alla guerra in Irak e che aveva cercato vanamente di convincere Bush a cercare un’altra strada, ecco che la pregiata ditta degli imbrogli e delle falsificazioni mette in pentola un miscuglio di costruzioni arbitrarie, di sentito dire e di notizie fatte abilmente rimbalzare per sostenere la tesi dell'Italia che spinge l'America alla guerra. È un gioco giornalistico sempre redditizio perché alla fine nessuno paga pegno: certamente nessuno fra i giornalisti che fanno una «campagna» anziché un’inchiesta (che sarebbe il loro vero mestiere) perché da noi in Italia la libertà di disinformare è molto più protetta del dovere di informare correttamente.
Berlusconi ha difeso pubblicamente il direttore del Sismi Nicolò Pollari e ha dato prova di coraggio politico: difendere il capo dei servizi segreti sotto attacco giornalistico di sinistra richiede del fegato e una schiena diritta. Vale anche la pena notare che il direttore del Sismi, che secondo la campagna in atto avrebbe fregato la Cia dando false prove sulle armi di distruzione di massa, è sottoposto a una continua adulazione da parte delle sinistre, secondo il rituale dello scorpione: molte riverenze fino alla puntura letale.
La costruzione del complotto è poi storicamente ridicola perché non tiene conto del fatto che la guerra contro Saddam non è stata condotta a causa della supposta presenza delle armi di distruzione di massa (che sono esistite, che sono state usate, e che Saddam ha difeso bloccando le ispezioni), ma è stata lanciata perché sia il presidente Bush che la Cia e il segretario alla Difesa erano d’accordo sul fatto che bisognasse eliminare il regime di Saddam come ovvio collegamento con Al Qaida: punto e fine della storia. Che poi si dovesse fare una caccia al tesoro sollevando i sassi per trovare le famose armi che non c'erano, questo è quel che fa finta di credere la gente che gira e rigira sta dalla parte dei terroristi, secondo i quali mancava il casus belli, il che dal punto di vista americano era falso perché il casus belli era in piedi dalla Guerra del Golfo e i centri di analisi americani l’avevano considerato una necessità strategica dopo l’11 Settembre, cosa sulla quale l’Italia governata da Berlusconi non era d’accordo. Tant’è vero che non ha partecipato. E dunque il castello delle carte false cade da solo, sotto il fetido alito del ridicolo.
p.guzzanti@mclink.it