DEPOSITI BANCARI

Un’altra possibilità sono i depositi a cosiddetta «alta remunerazione», che si dividono in vincolati e non vincolati. Quelli vincolati offrono rendimenti netti in media del 3,2% annuo ma si può arrivare al 3,6% (pari al 4,5% lordo): è il cliente a scegliere la scadenza (da tre mesi fino a due anni) ma poi è obbligato al mantenimento delle somme per tutto il periodo, pena la perdita dell’extra rendimento rispetto al tasso base (di solito tra l’1% e l’1,50% lordo) o, addirittura, di tutti gli interessi maturati. I depositi non vincolati consentono invece in qualsiasi momento di ritirare la liquidità ma offrono tassi inferiori sebbene si possa comunque arrivare al 2% netto annuo. In tutti i casi il Fondo interbancario di tutela dei depositi «copre» fino a 100mila euro. La tutela offerta è per depositante dunque, se il conto è cointestato, la garanzia è di 100mila euro per ciascun depositante, a condizione che non si abbiano altri conti correnti presso lo stesso istituto: per le somme superiori ai 100 mila euro, in caso di insolvenza dell’istituto, si perde tutto. Non solo. Nello scenario apocalittico di default dell’Italia è possibile che il sistema bancario salti nel suo insieme e quindi anche il Fondo di tutela potrebbe non garantire in parte o del tutto i 100mila euro versati.