Depressione e mal di vivere: uno su quattro si cura da solo

Sono 85mila i milanesi che ne soffrono. Sono soprattutto giovani donne

Soffrono di mal di vivere i milanesi. Se ne contano 85mila in cura con antidepressivi, «ma sappiamo che ogni dieci pazienti, quattro non hanno mai avuto una prescrizione farmacologica», spiega Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Salute mentale al Fatebenefratelli.
Nessuno può sentirsi immune: conta la predisposizione individuale certo, ma anche una serie di fattori ambientali come un lutto, una malattia, un periodo di forte stress o l'arrivo della primavera. «Maledetta» in questo caso, non per via dell'amore, ma per i cambiamenti climatici che porta con sé.
«Le modificazioni stagionali sono legate ai fotoperiodi - continua Mencacci - infatti il nostro orologio biologico si fa condizionare molto dell'esposizione alla luce della nostra retina». Capita allora che aumenti il senso di stanchezza, la sonnolenza e l'appetito.
Sarebbero circa tre milioni gli italiani che ogni anno, con l'arrivo di marzo, soffrono di questo tipo di depressione: «A Milano la stima si aggira intorno al 6-8 per cento, con un rapporto di 6 a 1 tra donne e uomini».
Se è vero che la depressione colpisce senza distinzione di sesso o età, a sentire gli esperti non c'è dubbio che le donne tra i 25 e i 29 siano le «vittime» maggiormente designate. A Milano in tutto sono 70mila, ma secondo i dati più recenti elaborati dal centro del Fatebenefratelli, tra queste solo 48.424 sono in cura con antidepressivi. A questo problema, Mencacci ne aggiunge un altro: «Il 25-30 per cento dei pazienti sospende l'assunzione dei farmaci già nel primo mese, e il 40 per cento entro il terzo mese», mentre la terapia dovrebbe durare come minimo un anno. Gli effetti collaterali dei farmaci, come il famoso Prozac, alla base di questa tendenza: aumento di peso, calo del desiderio sessuale e sensazione di stanchezza. «Ma le terapie - precisa Mencacci - devono assolutamente essere condotte nei tempi adeguati». Per andare incontro alle esigenze dei pazienti, che da tempo chiedevano un farmaco che non generasse troppi disturbi, da qualche giorno è stato distribuito anche nel mercato italiano un nuovo medicinale.
«È a base di bupropione - spiega Giulio Perugi, direttore dell'Istituto di scienze del comportamento di Pisa, ieri a Milano per la presentazione del farmaco -. In America è già usato da anni mentre da noi veniva indicato solo per smettere di fumare».
I vantaggi? «Evita gli effetti collaterali più comuni degli altri farmaci, rendendo più sopportabile la terapia».