Depuratore, prove contro Tursi

C’è chi, come Sergio Castellaneta, non riesce neppure troppo a consolarsi con il più scontato dei «l’avevo detto in tempi non sospetti». Dopo il sequestro del depuratore di Sestri, gli avvisi di garanzia all’assessore Valter Seggi e ai dirigenti di Genova Acque, i pesci morti e mutati geneticamente a causa dell’inquinamento, inevitabilmente arriva l’ora del rimpallo delle responsabilità. Il sindaco Giuseppe Pericu si dice «con la coscienza a posto», ma la raffica di interrogazioni fatte da Castellaneta sia in Comune, sia in Regione non possono fargli dimenticare che l’allarme era ben noto e che l’amministrazione comunale ha continuato a far finta di niente. Il mancato funzionamento di quattro depuratori su otto, i rischi per la salute delle acque e dei pesci che vivono sotto costa, i timori anche per la salute umana erano cosa nota molti mesi prima che i carabinieri arrivassero a mettere i sigilli. Soprattutto c’erano già molte relazioni di Arpal e altri enti specializzati, sempre puntualmente ricordate da Castellaneta e ospitate nel corso di una mini inchiesta proprio sulle pagine del Giornale di Genova, a indicare quello cui gli amministratori non hanno mai posto rimedio.
E siccome anche la Regione, chiamata in causa e competente per materia, non ha mai voluto prendere provvedimenti nei confronti del Comune, arriva l’interpellanza di Gianni Plinio a scuotere Burlando e compagni. Il capogruppo di An ricorda che i carabinieri del nucleo ecologico avevano già segnalato una fogna abusiva alla Foce durante le indagini sul fenomeno dell’alga tossica. E chiede un po’ di fermezza almeno per controllare altri depuratori che non risultano al momento in regola. «Ho chiesto di sospendere i finanziamenti regionali fino a che il Comune di Genova non avrà fatto chiarezza circa il piano degli interventi di messa a norma relativo agli impianti di depurazione in questione», tuona Plinio. E trova un naturale alleato nel collega di partito Giuseppe Murolo che dai banchi dell’opposizione in Comune incalza Pericu: «Voglio che alla riapertura dei lavori il sindaco relazioni al consiglio comunale sull’attuale situazione dei depuratori cittadini - insiste -. Inoltre chiedo che convochi la competente commissione, perché si riunisca in una seduta monotematica su questo delicato argomento».
Certo non tacciabili di simpatie per il centrodestra sono invece i responsabili di Legambiente Liguria, che però sono i più duri contro la maggioranza che governa Genova. «Legambiente prende atto con soddisfazione dell’iniziativa della magistratura - sottolineano Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria e Andrea Agostini, presidente del circolo Nuova ecologia Legambiente -. Ancor più si associa agli indirizzi della procura che non si affida né all’amministrazione civica, né alle agenzie pubbliche liguri ma a un istituto pubblico nazionale e al controllo dei carabinieri sui depuratori. Al di là delle ennesime chiamate di autoassoluzione della giunta, nella questione del depuratore di Sestri appare scandalosa la gestione pressapochista e poco attenta alle esigenze delle popolazioni e alle denunce della società civile».