Deputati tirchi, 9 euro alle vittime Thyssen

Per carità di patria, non saltate alla conclusione più facile, non dite che gli onorevoli rappresentanti della nazione son prodighi di parole ma stitici di tasca, hanno la manina rappresa e non meritano nemmeno il Natale del vecchio Sgrooge. Probabilmente sono distratti, presi dagli onerosi impegni, mica è aridità d’animo e avarizia, se solo insisti un poco son pronti a gesti di generosità esemplare, vuoi che non siano come tutti noi, dimenticare a Natale proprio chi soffre? Tant’è... Tant’è che i 630 deputati, chiamati a partecipare ad una sottoscrizione di aiuto alle vedove e agli orfani delle vittime della ThyssenKrupp, han partecipato tutt’altro che in massa. Alla vigilia di Natale, prima di andare in vacanza, avevano versato in tutto 1.300 euro. Minacciati dai promotori di venire esposti alla gogna mediatica, la colletta è lievitata sino a quadruplicare la cifra raggiungendo quota 6.000: una media di 9 euro e mezzo a testa. Colletta irrisoria e imbarazzante ugualmente. Tanto da far intervenire i gruppi parlamentari per porre riparo. Così, ora che l’Epifania tutte le feste s’è portata via, la sottoscrizione ha raggiunto la vetta dei 12.500 euro, ma grazie allo “sforzo” indistinto e indolore dei gruppi, senza impegno personale dei singoli. Anche i gruppi che non hanno ancora versato promettono di contribuire presto, come del resto la gran massa dei deputati risultati assenti all’appello. Si spera che lo facciano presto. Possibilmente prima del Natale che vedrà gli orfani adulti.
Come è andata? Gli è che i 2.000 dipendenti della Camera hanno un’associazione, «Gruppo di solidarietà» si chiama, che ogni fine anno organizza una raccolta interna di fondi da devolvere in beneficenza, aiuti umanitari, progetti di sviluppo, adozioni a distanza (in Mozambico seguono già 150 bambini). Più della metà partecipa, firmando un modulo di cessione dalla busta paga di una giornata lavorativa o di mezza. Ed ogni anno, raccolgono tra i 25 e i 35mila euro da investire in solidarietà. Quest’anno, all’indomani della tragedia nella fonderia torinese, gli animatori del Gruppo han provveduto ad inviare un primo aiuto concreto alle famiglie delle vittime, inserendo la tragedia della ThyssenKrupp nell’elenco delle iniziative da sostenere. Due deputati di buona volontà, il verde Roberto Poletti e Maurizio Bernardo di Forza Italia, scoperta l’iniziativa se ne sono innamorati, decidendo di coinvolgere i loro colleghi.
Così, a tambur battente e con l’entusiasmo delle campagne bipartisan sin troppo rare in Parlamento, i due hanno indirizzato una lettera a tutti i deputati, citando a buon esempio la sottoscrizione dei dipendenti «per devolvere l’equivalente di una loro giornata lavorativa in solidarietà», e spiegando che «quest’anno uno dei loro progetti sarà quello di portare un tangibile aiuto alle famiglie degli operai della ThyssenKrupp, periti nel rogo di Torino». Volete esser da meno dei vostri dipendenti, voi che certamente guadagnate di più? «Poiché questo tragico evento non può lasciare inerti le nostre coscienze, siamo certi che avrete piacere di far avere anche la vostra solidarietà, che sarà bene accetta di qualsiasi entità», concludeva la lettera indicando i nomi e i telefoni degli animatori del gruppo ai quali rivolgersi per partecipare. Volendo, i deputati potevano bussare direttamente all’Ufficio Competenze.
Non paghi della lettera, Poletti e Bernardo han fatto massiccia propaganda in Transatlantico, pressando amici ed avversari e raccogliendo sorrisi, promesse, «sì, sì lo dico anche agli altri». Sino alla vigilia della chiusura natalizia, quando s’è scoperto che i deputati avevano versato 1.300 euro in tutto, mentre il Gruppo di solidarietà dei dipendenti aveva organizzato anche una cena per i poveri di Sant’Egidio con Bertinotti. I due hanno moltiplicato gli appelli, «guardate che se i giornali lo vengono a sapere ci sputtaniamo tutti» hanno avvertito. Niente, il risultato è salito a quei 12.500 euro grazie al contributo dei gruppi. «Se troviamo una modalità di raccolta cristallina e semplice, credo che nessun deputato si sottrarrà», dice fiducioso Bernardo. «Lo prometto solennemente: se non si svegliano, renderò pubblici i nomi», minaccia Poletti.