Il deputato anti anarchici salvato dal pestaggio

Insultato e salvato dal pestaggio grazie alla Digos. Proprio mentre a Roma andava in scena la manifestazione degli indignati che ha messo a ferro a fuoco la città, a Torino il vicecoordinatore del Pdl piemontese Agostino Ghiglia è stato coperto di insulti e minacce da parte dei No Tav: «Sei un fascista, ti aspettiamo fuori» gli hanno promesso i disobbedienti durante il convegno a cui stava partecipando. La sua disavventura la racconta tranquillamente, «tanto - dice - ci sono abituato, sono quindici anni che qui le cose vanno così». Il deputato Pdl da anni porta avanti una battaglia per far sgomberare gli edifici pubblici torinesi occupati dai centri sociali ed è abituato a vivere sulla sua pelle le aggressioni e le minacce dei «disobbedienti».
Sabato si trovava in piazza Vittorio per partecipare a «Viva l’auto», un evento dedicato alla mobilità sostenibile, quando all’interno del padiglione che ospitava l’incontro, ha fatto irruzione un gruppo di No Tav. Davanti alla Regione Piemonte alcune centinaia di esponenti del movimento presidiava Piazza Castello e intorno alle 19 una parte di contestatori ha raggiunto Piazza Vittorio. «Una trentina di manifestanti con bandiere No Tav ha fatto irruzione mentre parlavo - ha raccontato Ghiglia al Giornale - Mi hanno insultato e minacciato perché da anni mi batto per la chiusura dei centri sociali violenti e appoggio il progetto della Torino-Lione». Un attacco che l’onorevole sintetizza così: «Altro che indignados, questi qua sono sempre gli stessi, i soliti comunistos».
Nella sala, erano presenti alcuni agenti della Digos che hanno tentato di riportare la calma, in attesa dell’arrivo della polizia. «E se la situazione non è degenerata - spiega il deputato - è anche perché molti duri del movimento, nella giornata di sabato, si trovavano a Roma, ad incendiare auto e blindati e a far le prove tecniche per la manifestazione del 23 ottobre». Data annunciata dagli stessi No Tav per l’appuntamento in Val di Susa che culminerà con il taglio delle reti a protezione del cantiere a Chiomonte.
Sono sempre gli stessi a creare disordini in una Torino che per i centri sociali ha un occhio di riguardo: «Non è mai stato fatto niente per sgomberare gli edifici comunali occupati - spiega Ghiglia - sono tredici in tutto molti dei quali non a norma e dunque non abitabili. Eppure si permette che vengano occupati. Si tratta di un vero e proprio fiancheggiamento dei violenti».
E da quando lo scranno di primo cittadino è stato occupato da Piero Fassino, sotto la Mole le cose sono andate peggiorando. «Lo si è capito subito - rammenta il coordinatore piemontese del Pdl - perché in seguito all’insediamento del sindaco Pd, ai centri sociali è stato concesso lo spazio pubblico del parco Ruffini per organizzare la loro festa nazionale». Che poi è passata all’onore delle cronache per un giochino a sfondo razziale: in uno stand col contributo di un euro si potevano tirare scarpe a un fantoccio con le sembianze del presidente israeliano Shimon Peres con tanto di stella di Davide sul petto. «Se queste sono le premesse - dice Ghiglia, domenica a Chiomonte potrebbe essere un’altra giornata d’inferno».